Maurizio Pusceddu spara due colpi al volto del fratello Giacomo e poi si suicida con la stessa arma

·2 minuto per la lettura
Sul caso operano i Carabinieri
Sul caso operano i Carabinieri

Uccide il fratello a copi di pistola e si suicida: tragedia a Prato, dove due fratelli di 60 e 54 anni sono morti nella casa di uno di loro ad Oste di Montemurlo. La tragedia si è consumata nella tarda serata di ieri, 3 giugno. E sulla stessa gli investigatori pare non abbiano dubbi: si sarebbe trattato di un omicidio-suicidio. Ad allertare i carabinieri della territoriale i vicini di casa, che avevano udito distintamente tre colpi di arma da fuoco provenire dall’abitazione dei due.

Uccide il fratello a copi di pistola e si suicida: una scena agghiacciante

E la scena che i è presentata agli occhi dei militari è stata raccapricciante: il cadavere del 60enne Giacomo Pusceddu era nell’abitazione, mentre quello del fratello fratello 54enne Maurizio era poco distante. Le prime ricostruzioni dell’accaduto, non ancora suffragate da verbali, parlano di una triste vicenda familiare, con Maurizio senza fissa dimora che avrebbe raggiunto casa del fratello armato di una Beretta carica. A quel punto e sulla scorta di dissapori non ancora noti in quanto a pregressi e dinamiche al momento, il 54enne avrebbe prima esploso due colpi contro il fratello, uccidendolo, poi avrebbe rivolto l’arma contro di sé, suicidandosi.

Uccide il fratello a copi di pistola e si suicida: ascoltati familiari ed amici

Per chiarire movente e dinamiche della tragedia sarà fondamentale ascoltare a Sommarie Informazioni Testimoniali i familiari e gli amici dei due fratelli; alla vicenda infatti manca uno “storico”, a differenza di altri casi di cronaca in cui quella agghiacciante esplosione di violenza aveva trovato un perché. La pistola, pare regolarmente detenuta da Maurizio, è stata ritrovata accanto al suo corpo. Macabri i primi particolari sulla condotta dell’offender: Maurizio avrebbe sparato per due volte al volto del fratello.

Uccide il fratello a copi di pistola e si suicida: si cerca il movente nei cellulari

I cellulari dei due sono stati messi sotto sequestro e la pista più accreditata per ora pare quella degli screzi derivanti proprio dalla condizione di senza tetto del fratello minore, incensurato come la sua vittima. Al vaglio degli inquirenti anche le riprese delle telecamere di videosorveglianza della zona. La speranza, rivelatasi proficua in casi simili in casi simili ma con l’offender vivo, è che qui frame contengano elementi utili quanto meno a chiarire le dinamiche del fatto di sangue.