Mauro Pagani: "Da subito nessun dubbio sulla vittoria di Mahmood. Ultimo è giovane, deve imparare a perdere"

Huffington Post

"Per noi, e per me personalmente, Soldi è la canzone più moderna, meglio realizzata e più interessante del festival". A dirlo è una delle persone che hanno influito sulla vittoria di Mahmood al festival di Sanremo: Mauro Pagani, presidente della giuria d'onore del Festival ed ex polistrumentista della Premiata Forneria Marconi. Pagani ha voluto dissipare ogni dubbio sulla scelta del vincitore dopo le polemiche sollevate da Ultimo, arrivato secondo classificato. "E' un periodo nel quale pare che qualunque parere che non sia il parere popolare tout court è visto con sospetto. E c'è la tendenza, secondo me non bellissima, secondo cui proprio il parere popolare deve vincere su tutto", ha commentato.

Ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital, il compositore ha difeso l'operato ed il metodo di valutazione di una giura con "un tasso di competenza più alto di quello sospettabile": "I pezzi ci erano stati mandati, la scelta di ognuno di noi è stata consigliata da un ascolto ponderato e ripetitivo di ognuna delle canzoni", ha spiegato alla radio. Secondo Pagani, la loro è stata una decisione semplice: "Da subito, non c'è stato dubbio né tentennamento nel dare la vittoria a Mahmood".

Pagani, nonostante tutto, comprende il comportamento di Ultimo. "Le reazioni da parte dei cantanti sono comprensibili: perdere non piace a nessuno, e dietro Sanremo ci sono tanto lavoro ed aspettative". Però, non capisce la lamentale su un regolamento che l'anno prima ha premiato il giovane cantante: "L'anno scorso Ultimo è arrivato primo (nella categoria Nuove Proposte, ndr) con lo stesso regolamento. Se va bene quando si vince, va bene anche quando si perde. Lui è giovane, e nella vita bisogna anche imparare a perdere. Altrimenti non si concorre".



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