Maxi attacco hacker all'Ucraina, la via del dialogo con Mosca è sempre più stretta

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Attacco informatico all'Ucraina (Photo: web)
Attacco informatico all'Ucraina (Photo: web)

Un massiccio attacco hacker ha colpito questa mattina i siti web di diversi dipartimenti governativi dell’Ucraina, il giorno dopo l’ultimo round di colloqui tra Mosca e l’Occidente volti a prevenire un conflitto armato nel cuore dell’Europa. La maratona negoziale, iniziata lunedì a Ginevra, non ha portato ad alcuna svolta sulla crisi ucraina e le tensioni appaiono più alte di prima, anche se la sopravvivenza di una qualche forma di dialogo non era scontata. La situazione, però, resta estremamente incerta, come dimostrano le nuove manovre militari annunciate dai russi e il vasto attacco hacker contro Kiev.

L’attacco informatico ha messo temporaneamente fuori uso i siti di diversi ministeri, compresi quelli degli Affari esteri e dell’Unità di crisi. Ha paralizzato gran parte dell’infrastruttura digitale pubblica del governo, incluso il sito più utilizzato per la gestione dei servizi governativi online, Diia, che ha anche un ruolo nella risposta alla pandemia e nella campagna vaccinale.

Prima che il sito della diplomazia ucraina fosse reso inaccessibile, gli autori dell’attacco avevano pubblicato sul sito del ministero un messaggio in ucraino, russo e polacco che invitava i cittadini ucraini a prepararsi al peggio affermando che tutti i dati personali erano stati caricati sul web. “Ucraini! Tutti i vostri dati personali sono stati cancellati e sono impossibili da ripristinare. Tutte le informazioni su di voi sono diventate pubbliche, abbiate paura e aspettatevi il peggio”. Le autorità, tuttavia, hanno negato qualsiasi furto di dati e i servizi di intelligence ucraini hanno dichiarato che il contenuto dei siti non è stato modificato e non si è verificata alcuna fuga di dati personali.

I funzionari di Kiev hanno aspettato qualche ora prima di indicare Mosca come responsabile diretta dall’attacco, ma hanno subito ricordato la lunga storia di assalti online russi contro il Paese. Nel pomeriggio il ministero della Cultura e delle Politiche dell’informazione ha sciolto ogni riserva: secondo i “dati iniziali” raccolti dagli inquirenti, l’operazione ha avuto origine in Russia.

“L’impatto degli attacchi di oggi dipenderà da quanto l’Occidente vorrà assumere una posizione di principio contro la Russia, o privilegiare la strada del dialogo”, commenta ad HuffPost Alessandro Marrone, responsabile del Programma Difesa dello IAI. “Il tono della reazione sarà importante. Bisognerà vedere se nelle prossime ore e nei prossimi giorni gli Stati Uniti, la Nato e l’Unione europea accuseranno esplicitamente la Russia di una paternità degli attacchi, quindi assumendosi la responsabilità politica di dare seguito alle informazioni che possono essere reperite nel cyberspace. Teniamo presente che è molto difficile stabilire l’attribuzione: anche strumenti sofisticati di cyberdefence danno una ragionevole certezza, ma raramente si arriva al 100%. Questo margine di incertezza rende importante la decisione di una condanna politica”. E ancora: “Dobbiamo tenere presente che nel 2020 e nel 2021 l’Ucraina ha ricevuto, rispettivamente, circa 320mila e 288mila attacchi. La guerra cybernetica è in corso sette giorni su sette, 24 ore su 24. In questo senso gli attacchi di oggi, certamente rilevanti, vanno collocati in una serie di operazioni che vanno avanti da tempo”.

Per ora, l’attacco è stato condannato in modo più o meno generico dai partner occidentali di Kiev, con il segretario generale della Nato che ha annunciato un rafforzamento della cooperazione sulla sicurezza informatica. “Condanno fermamente gli attacchi informatici al governo ucraino”, ha dichiarato Jens Stoltenberg. “Gli esperti informatici della Nato a Bruxelles hanno scambiato informazioni con le loro controparti ucraine sulle attuali attività informatiche dannose. Gli esperti alleati stanno anche sostenendo le autorità ucraine sul terreno. Nei prossimi giorni, la Nato e l’Ucraina firmeranno un accordo su una maggiore cooperazione informatica, compreso l’accesso ucraino alla piattaforma di condivisione delle informazioni sui malware della Nato. Il forte sostegno politico e pratico della Nato all’Ucraina continuerà”, ha promesso il segretario generale, in un passaggio che sicuramente non piacerà a Mosca.

Anche l’Unione europea si è detta pronta a mobilitare tutte le sue risorse per fornire assistenza tecnica all’Ucraina e aiutarla a migliorare la sua capacità di resistere agli attacchi informatici. “Mobiliteremo tutte le nostre risorse per aiutare l’Ucraina a far fronte a questi attacchi”, ha dichiarato l’alto rappresentante per la politica estera Ue Josep Borrell. “Purtroppo, ci aspettavamo che potesse accadere”. Alla domanda su chi potrebbe esserci dietro l’attacco, Borrell ha detto: “Non posso indicare nessuno perché non ho prove, ma si può immaginare...”.

Al termine di una settimana negoziale dominata dai due grandi attori protagonisti – Stati Uniti e Russia – l’Unione europea prova a ritrovare una voce. Il momento è critico e sarà una prova per l’Europa di dimostrare di poter agire come “attore politico”, ha detto l’alto rappresentante in conferenza stampa dopo il Consiglio informale degli Affari esteri a Brest, in Francia. “La discussione sull’architettura della sicurezza europea è stata al centro di questa riunione […]. L’Ue è pronta a rispondere direttamente a ogni aggressione, ma la nostra preferenza e il nostro percorso naturale è quello del dialogo e della negoziazione”, ha aggiunto. “Siamo d’accordo sul fatto che le circostanze chiedono la più forte unità di sempre e nei nostri lavori abbiamo identificato elementi chiave come base per una forte e unita posizione Ue”, ha proseguito. Tra questi elementi, Borrell ha menzionato il rigetto “del tentativo russo di costruire una sfera di influenza in Europa”; il riaffermare da parte dei ministri “dei principi della sicurezza europea definiti dall’atto di Helsinki e dalla Carta di Parigi”; “la solidarietà” dell’Ue “all’Ucraina e ai partner orientali”; la richiesta chiara alla Russia di de-escalation; il principio che “ogni aggressione all’Ucraina avrà costi e conseguenze massicci, incluse misure restrittive”; il coordinamento “con Usa e Nato”; la cooperazione e anche il lavoro sulle sanzioni.

Nei giorni scorsi Borrell ha chiaramente legato la questione dell’Ucraina al progetto energetico del Nord Stream 2, un’infrastruttura ormai completata ma di cui si attende la definitiva concessione delle autorizzazioni da parte delle autorità amministrative tedesche. Il funzionamento del Nord Stream 2 dipenderà “dallo sviluppo degli eventi in Ucraina e dall’attitudine della Russia”, ha avvertito Borrell. “Non si può pensare che con una mano imponiamo sanzioni se necessario e con l’altra apriamo l’infrastruttura”, ha spiegato ancora l’Alto rappresentante.

Non c’è “solo” il maxi attacco hacker ad aumentare le tensioni tra est e ovest. Sempre oggi il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha dichiarato che Mosca è in attesa di una risposta scritta punto per punto a due proposte di trattati di sicurezza che ha presentato all’Occidente il mese scorso. Ha detto che si aspettava di vedere una risposta del genere la prossima settimana o giù di lì. La Russia ha anche minacciato “misure tecnico-militari” che mineranno la sicurezza dell’Occidente se le sue richieste non saranno ascoltate. Il ministero della Difesa di Mosca - che nei mesi scorsi ha mobilitato circa 100.000 truppe al confine con l’Ucraina e inviato materiale militare - ha annunciato che ulteriori attrezzature sarebbero state trasferite dall’est del Paese come parte di quella che ha definito una “esercitazione”.

La strada per un compromesso è ancora possibile, ma si fa sempre più stretta. Secondo la Cnn, gli Usa hanno informazioni secondo cui la Russia ha preposizionato un gruppo di operativi per condurre un’operazione sotto falsa bandiera nell’Ucraina orientale per creare un pretesto per un’invasione. Gli operativi, secondo fonti dell’intelligence Usa, sono addestrati nella guerriglia urbana e nell’uso di esplosivi per compiere atti di sabotaggio contro le stesse forze sostenute dalla Russia. Le informazioni riecheggiano una dichiarazione del ministero della Difesa ucraino, secondo cui i servizi segreti russi stanno preparando provocazioni contro le forze russe nel tentativo di incastrare Kiev.

Poi arriva il ministro russo Lavrov a mettere il carico: “L’Occidente è stato guidato dall’arroganza e ha esacerbato le tensioni in violazione dei suoi obblighi e del buon senso”. Per vedere il bicchiere mezzo pieno ci vuole coraggio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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