Maxi blitz antidroga a Roma, fra arrestati uomo vicino a Piscitelli

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Ponte Milvio, Torpignattara, Acilia, La Rustica, Infernetto, Tiburtino e Fonte Nuova. L'operazione antidroga della Squadra mobile di Roma compiuta oggi, e che ha portato a 21 misure cautelari, ha 'ridisegnato' la mappa dello spaccio nella Capitale. "Si tratta di un'operazione che ha colpito il livello medio-alto, i grandi acquirenti di droga che riforniscono le varie piazze di spaccio" ha spiegato il capo della Squadra mobile Luigi Silipo. Una indagine vecchio stampo, corroborata da appostamenti e pedinamenti nonché da intercettazioni telefoniche che hanno consentito di decriptare le parole in codice utilizzate dai membri dei gruppi criminali per l'approvvigionamento, il trasporto e la successiva vendita al dettaglio di cocaina e marijuana.  

L'indagine, denominata 'Lucifero 2017', è scattata nel marzo di due anni fa, in seguito a un ingente sequestro di cocaina che ha fatto emergere la figura di Davide Barberis, conosciuto negli ambienti criminali come noto personal trainer in stretto contatto con la malavita albanese, in particolare con Dorian Petoku, appartenente alla 'batteria' di Ponte Milvio di cui se ne è parlato recentemente in seguito all'omicidio di Fabrizio Piscitelli. 

Tra le 21 misure emesse ne stono state eseguite 19 perché due persone sono all'estero. Fra i soggetti finiti nell'operazione figurano inoltre Fabrizio Capogna, appartenente alla nota famiglia Capogna, Gaetano Giuseppe Mazza, siciliano, residente in Colombia e tutt'ora ricercato. 

Alcuni degli spacciatori arrestati oggi si spostavano con i taxi e auto in car sharing per consegnare le "dosi" di droga hanno riferito gli inquirenti nel corso di una conferenza stampa. 

"L'indagine conferma che la Capitale è uno snodo centrale dello spaccio" spiega il Procuratore facente funzione Michele Prestipino, mentre il pm Nadia Plastina sottolinea come gli albanesi abbiano acquisito "un ruolo sempre più importante". Un ruolo importante nell'organizzazione era affidato a Gaetano Mazza che faceva arrivare dalla Colombia grandi quantitativi di cocaina grazie all'appoggio logistico e organizzativo dei cartelli della droga. A rifornire di cocaina le piazze di spaccio del litorale laziale fino ad Acilia e all'Infernetto c'era invece Egidio Longo, detto 'Gino Crodino', collegato agli ambienti della camorra napoletana. Altro nome 'eccellente' è quello di Fabrizio Capogna, già conosciuto negli ambienti della malavita romana per i suoi numerosi precedenti nel campo della droga e più volte colpito, in passato, da ordinanza di custodia cautelare in carcere, per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio quale referente del quartiere capitolino di Tor Bella Monaca.