Milano, scambiavano video hard di adolescenti: arrestati 4 pedofili

Revenge porn laws

Utilizzavano la app canadese chiamata 'Kik interactive messenger' per scambiarsi i video pornografici che avevano come protagonisti degli adolescenti. E proprio dall'applicazione, utilizzata normalmente per scambiarsi messaggi e chiamate, è partita l'operazione 'Ontario', che ha portato all'arresto di 4 persone e all'iscrizione nel registro degli indagati di altre 18.

La polizia postale lombarda, guidata da Salvatore La Barbera, ha sequestrato circa 20 mila tra immagini e video quasi tutti prodotti in Asia e Sudamerica. Sequestrati anche decine di smartphone, computer, hard disk e pen drive e altri device. Perquisiti anche diversiappartamenti e uffici, tra marzo e maggio di quest'anno, tra Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Campania e Marche.

Uomini tra i 25 e i 60 anni, soprattutto studenti, disoccupati e pensionati. E' questo il profilo degli uomini coinvolti nel "baratto" di immagini hard. In particolare, sono finiti in carcere sono un 25enne della provincia di Latina, un 46enne di Bologna, un napoletano di 31 anni, tutti e tre in cerca di un lavoro,  e un impiegato 33enne della provincia di Torino. Tra gli indagati, ci sono degli insospettabili di Bergamo, Mantova, Monza e della provincia di Pavia. Sono studenti e operai, ma tra loro c'è anche una collaboratrice domestica che vive e lavora in provincia di Milano. Ora rischiano fino a 6 anni di carcere per la distribuzione di video e foto che ritraggono giovanissimi mentre fanno sesso, anche contro al loro volontà.

Grazie alla app i pedofili si incontravano, più o meno casualmente, per potersi scambiare nuovi video. Utilizzavano tutti nickname o indirizzi falsi.

Le prime segnalazioni sono partite proprio dalla società che ha ideato al app in Canada e grazie a queste gli investigatori sono risaliti agli indirizzi Ip da cui provenivano gli scambi, che spesso erano schermati o avevano intestatari fasulli. Gli investigatori hanno analizzato circa 15 mila connessioni per individuare la rete di pedofili. Prima di poter accedere alla "stanza" virtuale dove avveniva lo scambio di foto e video osè bisognava fare "anticamera" e essere accettati dagli altri membri.