Maxi-rialzo dei tassi BCE: mutui e prestiti costeranno di più

bce 1
bce 1

Dopo il caro bollette, si profila ora il rincaro dei tassi sui mutui e sui prestiti, sia per le famiglie che per le imprese italiane. La “stangata” della BCE sul costo del denaro è infatti arrivata come previsto, con un aumento dello 0,75% del tasso di riferimento che è così salito all’1,25%. La stretta monetaria sarà ora seguita da un rincaro degli interessi applicati dalle banche sui mutui a tasso variabile, sui prestiti al consumo e sul leasing: l’aumento Bce aiuterà invece le banche, che potranno migliorare il loro margine di intermediazione dopo anni di tassi a zero o negativi. Non a caso, le banche sono state oggi le migliori a Piazza Affari, che ha chiuso con un guadagno del +0,88% a 21.678 punti base. Lo spread è sceso grazie al forte rialzo dei rendimenti dei Bund tedeschi, ma il rendimento dei BTP è comunque salito al 3,93%.

Il rialzo di 75 punti base è il più grande da quando esiste l’euro. Già a luglio i tassi erano stati aumentati dello 0,5% dopo 11 anni che erano fermi a quota zero. La presidente della BCE Christine Lagarde ha anche detto che nei prossimi mesi dovrebbero esserci altri rialzi, con l’obiettivo di contenere l’aumento dell’inflazione nell’Eurozona: il costo della vita, secondo la banca centrale, è previsto attestarsi all’8,1% nel 2022, al 5,5 percento nel 2023 e al 2,3% nel 2024. Secondo gli analisti, in base a queste proiezioni e ai previsti ulteriori rincari dei prezzi energetici i tassi Bce potrebbero salire di altri 75 punti base per la fine di ottobre.

Eurotower è dunque entrata nel “Club 75”, istituti centrali come Fed e Banca del Canadache, in questo periodo, sono intervenuti nella misura di 75 punti base sui tassi, la stessa che, probabilmente, deciderà la Bank of England la prossima settimana e che l’istituto Usa replicherà per la terza volta di seguito il prossimo 21 settembre.