Maxi truffa al designer Citterio, pm: la segretaria a processo

Red
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Milano, 28 gen. (askanews) - Rischiano di finire sotto processo i due presunti responsabili della maxi truffa da oltre 4 milioni di euro commessa a danno di Antonio Citterio, designer di fama modiale e vincitore del "Compasso d'Oro" nel 1987 e nel 1994. Il pm di Milano, Giovanni Tarzia, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio per l'ex funzionario di Bpm Simone Facchinetti (ora sottoposto alla misura catelare dell'obbligo di dimora) e per la segretaria del designer, Licia Azzurrina Scagliotti.

I due sono accusati a vario titolo di truffa aggravata, autoriciclaggio e indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e pagamento. Secondo la ricostruzione dei magistrati milanesi, negli anni compresi tra il 2013 e il 2018 avrebbero architettato "una complessa e sistematica attività truffaldina" facendo sparire dai conti correnti dello studio professionale Citterio circa 4,5 milioni di euro. Denaro che poi sarebbe stato speso in gioco d'azzardo e alcune attività economiche, come la ristruttuazione di un ristorante a Chiavari, nota località turistica del Golfo del Tigullio, nel Levante Ligure.

L'inchiesta milanese, scattata nel 2018 in seguito alla denuncia dello stesso Citterio, ha portato i militari della Guardia di Finanza a sequestrare 4,5 milioni di euro (cifra che secondo gli inquirenti equivale al profitto del reato) alla sua segretaria che aveva ricevuto delega di gestire di conti correnti dello studio professionale del designer milanese. In questa veste, e grazie alla compilità del bancario, la donna avrebbe falsificato la firma del designer su oltre 200 assegni, distinte di prelievo di contante e richieste di emissioni di carte di pagamento. La richiesta di processo sarà valutata da un gup del Tribunale di Milano nel corso di un'udienza preliminare ancora da fissare in calendario.