Maxiprocesso Spada, sentenza Cassazione slitta a 13 gennaio

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Slitta ancora la sentenza in Cassazione per il maxiprocesso sul clan Spada. Per questa mattina era prevista la lettura del dispositivo dopo l’udienza che si era celebrata lo scorso 10 dicembre davanti ai supremi giudici della prima sezione penale ma alle parti presenti in aula e’ stato comunicato che a causa di un problema di un componente del collegio che deve essere sostituito dovrà, dunque, essere rinnovata la discussione. La Corte ha quindi rinviato l’udienza per la discussione al 13 gennaio quando e’ attesa anche la sentenza.

Nell’udienza dello scorso 10 dicembre il sostituto procuratore generale della Cassazione Luigi Birritteri aveva chiesto di confermare l'associazione a delinquere di stampo mafioso per il clan del litorale sollecitando l’inammissibilità o il rigetto dei ricorsi degli imputati, chiedendo dunque sostanzialmente la conferma delle pene inflitte. Il pg aveva richiesto, inoltre, un nuovo processo d’Appello per riconoscere la responsabilita’ per il duplice omicidio per Carmine Spada che aveva visto ridursi la pena in secondo grado.

Il maxi processo nasce dall'indagine della Dda di Roma, coordinata dai magistrati Michele Prestipino con Ilaria Calo’ e Mario Palazzi, che aveva portato il 25 gennaio del 2018 all’operazione ''Eclissi'' con gli arresti eseguiti dai carabinieri e dagli agenti della squadra mobile. I reati contestati, a seconda delle posizioni, vanno dall’omicidio all’estorsione, all’usura. Tra gli episodi contestati c'è il duplice omicidio di due esponenti di un clan rivale, Giovanni Galleoni detto Baficchio e Francesco Antonini detto ‘Sorcanera’, avvenuto il 22 novembre del 2011 nel centro di Ostia.

Il 12 gennaio dello scorso anno i giudici della Prima Corte d'Assise d'Appello di Roma avevano confermato l'associazione per delinquere di stampo mafioso e le condanne per i 17 imputati per oltre 150 anni di carcere, tra queste, l’ergastolo per Roberto Spada, già condannato in via definitiva a sei anni per la testata a Ostia al giornalista Daniele Piervincenzi, e per Ottavio Spada, detto Marco, mentre era stata ridotta la condanna per Carmine Spada, dall’ergastolo a 17 anni.

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