Medici Diabetologi (Amd): Migliorano assistenza e monitoraggio

Medici Diabetologi (Amd): Migliorano assistenza e monitoraggio

Roma, 28 nov. (askanews) – Le persone diabetiche oggi possono contare su un’assistenza migliore. Lo dimostra il 22esimo Congresso Nazionale Medici Diabetologi (AMD) grazie ai dati dell’ultima rilevazione degli Annali AMD, l’indagine condotta periodicamente dall’Associazione per fotografare la qualità delle cure diabetologiche nel nostro Paese. Il lavoro ha riguardato oltre 33mila pazienti con diabete tipo 1 e oltre 462mila con tipo 2, seguiti presso 255 servizi di diabetologia su tutto il territorio nazionale, più di un terzo dei servizi in tutta Italia.

A fare il punto Valeria Manicardi, Coordinatore del Gruppo Annali AMD: “I principali risultati sono che c’è un miglioramento – spiega – di tutta l’assistenza alle persone con diabete in tutto il contesto nazionale. Miglioramento nel monitoraggio dei principali fattori di rischio, non solo il controllo metabolico, emoglobina glicata, pressione, lipidi e il peso che ha portato un miglioramento dei risultati raggiunti. Il 60% dei pazienti tipo 2 ha raggiunto uno score di qualità di cura complessiva che è superiore a 25, vuole dire un punteggio che riduce moltissimo il rischio cardiovascolare. C’è molto da lavorare ancora – ha concluso la dottoressa – perché c’è l’altro 40 % dei pazienti che ha bisogno di un miglioramento della qualità della cura che si fa insieme al paziente e a tutte le forze del team di diabetologia”.

Nicoletta Musacchio, Presidente di Fondazione AMD ha posto l’accento sulle prospettive e l’apporto delle nuove tecnologie, che rendono oggi gli Annali una banca dati formidabile: “Un futuro spettacolare e splendido, perché gli Annali sono una banca dati formidabile. Abbiamo milioni e milioni di dati di una popolazione di quasi 500 mila pazienti seguiti per più di dieci anni. In un’era in cui i Big data e gli algoritmi che possono analizzare e macinare in tempo reale tanti dati,

soprattutto con le machine learning, queste nuove piattaforme di intelligenza artificiale che già stiamo usando,- ha sottolineato – avremo la possibilità di fare lavori di predittività e quindi correggere in modo intelligente l’errore, guadagnando moltissimo tempo, e facendo davvero una medicina preventiva, ma in più con la capacità di queste nuove strumentazioni avremo la possibilità di andare a simulare come nuove scelte terapeutiche possano orientare il sistema”.