Medico Lampedusa: "Da pazzi pensare che io faccia una marchetta a Salvini"

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di Elvira Terranova  

"E' da pazzi pensare che io possa avere detto che i migranti visitati stanno bene solo per fare una marchetta a Salvini. Io sono un medico, innanzitutto, e parlo con i referti. Se su tredici migranti visitati, che secondo alcuni medici Cisom erano gravi, solo una giovane aveva una otite, cosa posso farci io? Mica posso inventare malattie che non esistono". Lo dice all'Adnkronos Francesco Cascio, il responsabile del Poliambulatorio di Lampedusa al centro delle polemiche per avere detto che i 13 migranti evacuati dalla nave Open Arms "stanno bene", a differenza di quanto affermato dai medici dell'Ordine di Malta. Ieri il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha ripreso le dichiarazioni di Cascio in un tweet dicendo che i migranti "non hanno alcuna patologia". "Ma è la verità - dice ancora Cascio, che non è a Lampedusa ma in vacanza - Io ho letto i referti fatti dai miei due medici al Poliambulatorio. E di loro mi fido. Uno ha una anzianità di oltre 40 anni. Sapevo che c'era una ragazza con una emorragia vaginale, ma l'emoglobina era a 11,3, quasi migliore della mia".  

"Salvini nel suo tweet ha fatto riferimento a dati reali" e spiega: "Vorrei solo sottolineare che io sulla nave non ci sono stato. I medici neppure. Sono stati visitati i 13 migranti per motivi sanitari". "Io che colpa ne ho se solo una ragazza era affetta da otite e gli altri stavano bene?". E aggiunge: "E' forse qualcosa che possa avere indirizzato io? Se qualche cretino pensa che io possa fare certificare a medici referti fasulli non posso farci niente. Io non ho più le energie, è diventato imbarazzante. E' colpa mia se stavano bene? Ma ribadisco che non l'ho certificato io ma due medici di cui uno con 40 anni di attività di Pronto soccorso". 

"Visto che dicono che a bordo c'erano soggetti che stavano male perché non li hanno fatti scendere? - sottolinea - Io lo chiedo innanzitutto a me stesso. Se c'è una emergenza sanitaria a bordo fateli sbarcare. Perché ne hanno fatti scendere solo 13? E poi leggo che stanno male...".  

"Se c'è qualche cretino che pensa che io possa fare falsificare un referto o è un cretino o è in malafede e a me non interessa averci a che fare" dice a chiare lettere il medico secondo il quale "in questa polemica c'è qualcosa che non quadra. Poi se vogliono dire che sono stato cuffariano facciano pure, non mi importa. Ma i fatti sono quelli. Ho avuto di peggio nella mia vita...".  

"Con le persone stupide e faziose non riesco a parlare - rincara - Come si fa a dire una bestialità cosi gigantesca sui referti medici? Io non sono a Lampedusa ma il fatto che non sia sull'isola non vuol dire che non sappia leggere un referto. Non li ho firmati io i referti - ribadisce - Sono medici che dipendono dall'Asp di Palermo, quindi da me". "Io mi sono limitato solo a dire che le persone visitate stavano bene, nient'altro. Io non ho fatto affermazioni politiche o filosofiche - aggiunge - ho solo risposto citando referti dei miei medici. Se poi vogliono dire che sono stato in Forza Italia, facciano pure. Ma non capisco il nesso. Non me ne frega niente. Non voglio neppure replicare a chi è in malafede o stupido" dice Cascio che in passato è stato deputato nazionale di Fi, deputato regionale e poi Presidente dell'Ars. Il medico è un torrente in piena: "Queste polemiche sui referti medici delle persone visitate fanno semplicemente vomitare. Non riesco a capire come nasce. La mia unica colpa quale sarebbe? Quella di avere fatto politica? Io ormai sono fuori dalla politica, da anni, e faccio il medico". 

"La Procura mi vuole sentire? Bene. Sono abituato a esser interrogato e non sarebbe certo la prima volta. Quando mi chiameranno risponderò..." afferma ancora, commentando la notizia che la Procura di Agrigento, che indaga sulla Open Arms, presto lo ascolterà. "So che ieri la Polizia è andata al Poliambulatorio per chiedere informazioni e per chiedere il mio numero di telefono. Quando mi sentiranno spiegherò che i referti sono stati fatti dai miei medici - conclude - e che mi fido ciecamente di loro".