Medico ubriaco sul volo Bangkok-Mosca: legato dai passeggeri

Medico ubriaco in aereo

È uno spettacolo decisamente insolito quello a cui hanno assistito i passeggeri del volo Bangkok-Mosca, riporta il Messaggero. Protagonista dell’episodio è stato Vadim Bondar, un medico russo 43enne, molto noto nel mondo degli anestesisti. L’uomo, completamente ubriaco, si è avvicinato al portellone di emergenza e ha cercato di aprirlo, mentre l’aereo stava volando a 11mila metri di altitudine. Immediata la reazione degli altri passeggeri che, non riuscendo a calmarlo, hanno pensato di legarlo a uno dei sedili con delle cinte.

Anestesista ubriaco a bordo

Il primo ad affrontare la furia del medico è stato un passeggero norvegese che si è avvicinato a Bondar e ha invitato gli altri viaggiatori a imitarlo. L’uomo ha raccontato: “Aveva due bottiglie di alcol con lui e a un certo punto ha cercato di aprire l’uscita di emergenza. L’equipaggio e gli altri passeggeri hanno cercato di calmarlo, ma ha continuato a urlare e urlare. A quel punto per tenerlo fermo lo abbiamo dovuto legare per il resto del viaggio. Mancavano ancora 4 ore“.

Gli fa eco un altro passeggero: “Era aggressivo, insultava l’equipaggio ed era fuori controllo. Aveva bevuto rum, anche se la compagnia aerea vieta l’alcol in classe economica su questa rotta”. Un’ulteriore conferma giunge anche da Vera Abanina, portavoce della compagnia aerea Aeroflot: “Il medico viaggiava in classe economica, era evidentemente ubriaco e stava violando l’ordine pubblico. Era estremamente aggressivo, ha minacciato e umiliato gli assistenti di volo”.

Le parole del medico

Dopo l’atterraggio all’aeroporto di Mosca, Bondar è stato consegnato alla polizia. Durante un interrogatorio ha ammesso di aver bevuto del rum, ma precisando di averlo fatto “solo per passare il tempo mentre l’aereo stava attraversando turbolenze”. Alla stampa locale ha dichiarato: “Forse ho chiesto troppo spesso agli assistenti di volo da bere. Mi è stato detto di tornare al mio posto in modo rude. Mi scuso per aver causato disagi”.