Medico Welby: nessun obbligo, solo garanzie al paziente

Red/Nav

Roma, 25 set. (askanews) - "Nessuno vuole imporre a qualcuno l'obbligo professionale di praticare" i trattamenti per la morte medicalmente assistita. Così afferma in una nota Mario Riccio, medico di Piergiorgio Welby e dirigente dell'associazione Luca Coscioni spiegando rispetto alla richiesta di alcune associazioni di camici bianchi che si dicono pronte all'obiezione di coscienza. "Noi vogliamo solo garantire al paziente quello che in tanti medici riteniamo essere un suo diritto e che speriamo che oggi la Corte Costituzionale voglia definitivamente sancire", continua Riccio.

Il professore poi aggiunge: "Insieme a tanti altri medici che condividono medesime convinzioni e obiettivi saremo presenti al Congresso Nazionale di Associazione Luca Coscioni in programma dal 3 al 6 ottobre all'Università degli studi di Bari". Intanto già 237 medici che hanno firmato un appello promosso da Riccio e dall'associazione Luca Coscioni contro Filippo Anelli, il presidente della federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli Odontoiatri che nei mesi scorsi diffuse un'indicazione a tutti i suoi colleghi medici, "sostenendo che se anche cambiasse la legge i medici dovrebbero comunque seguire le indicazioni del codice deontologico, anche se in contrasto con le richieste della Corte costituzionale e l'eventuale determinazione".