Meditteraneo, con PRIMA cooperazione Nord-Sud in agrifood

Meditteraneo, con PRIMA cooperazione Nord-Sud in agrifood

Roma, 29 gen. (askanews) – Il presidente della Fondazione Prima, Angelo Riccaboni, ha fatto il punto negli studi di askanews sui bandi PRIMA 2020, presentati oggi al Ministero dell’Università e della Ricerca alla presenza del ministro Gaetano Manfredi. Si tratta della più importante iniziativa di diplomazia scientifica che si svolge tra i paesi delle due sponde del Mediterraneo, giunta al terzo anno di attività.

“Il grande tema che abbiamo davanti è quello della sostenibilità – dice Riccaboni – e il Mediterraneo è dopo l’artico forse l’area del mondo più vulnerabile. I governi del Mediterraneo hanno così deciso qualche anno fa di creare una istituzione che avesse il compito di lanciare delle call, per finanziare progetti di ricerca e innovazione su un tema fondamentale come quello dell’agrifood. Facendo in modo che l’innovazione permeasse la produzione nel senso della sostenibilità. Importante è il contributo della Commissione europea, che mette a disposizione la metà dei fondi, mezzo miliardo di euro destinato alle call. L’altra metà è messa dai 19 paesi euromediterranei. Si lavora insieme, su sfide importanti come ad esempio le migrazioni”.

Mezzo miliardo di euro da suddividere in 7 anni:

“Sì, sono circa 70 milioni l’anno in media. Nel 2019 sono stati 56 milioni per 48 progetti. Che riguardano l’efficientamento dell’agrifood, uso efficiente dell’acqua, blockchain, sensori, IA. Nuove tecnologie che sono fondamentali oggi per le produzioni agroalimentari. Ma c’è anche una questione legata alle filiere, alla trasformazione. Per fare in modo che chi è nella filiera guadagni il giusto. Che è poi quanto emerge dal Green Deal europeo”.

Quale è la situazione dell’Italia?

“E’ sempre stata leader in questa iniziativa. Va molto bene, ha acquisito risorse importanti, coordina 16 programmi per una erogazione acquisita di 12,4 milioni. Questo perchè ricerca ed innovazione in Italia sono di alto livello”.

Ora c’è la call 2020: “Sarà un anno importantissimo, il terzo, e si comincerà a fare un bilancio. Stiamo diventanto un riferimento anche per la Commissione europea. Nel 2020 avremo 70 milioni di budget, su tre temi principali, l’uso efficiente della risorsa idrica, l’agricoltura sostenibile e le catene di valore del cibo. Sta venendo fuori su questo punto come tema predominante l’innovazione. Per una ricerca che sia utile a migliorare le competenze ma che arrivi anche a terra, cioè faccia in modo di diventare strumento concreto per il contadino, il produttore. Altra cosa importante è il rafforzamento della cooperazione tra Nord e Sud”.