Medusa gigante, avvistato un altro esemplare: “Pericoli gravissimi”

medusa gigante

Un’altra medusa gigante sarebbe comparsa nei mari della Gran Bretagna. La Repubblica fa sapere che il nuovo avvistamento si sarebbe verificato in Cornovaglia, a St.Austell Bay. E’ la seconda nel giro di pochi giorni. La biologa marina Lizzie Daly, che vive proprio in Cornovaglia, era stata la prima a individuare un esemplare. In molti hanno definito “sconvolgente” l’incontro e l’avvicinamento tra le due. In quel caso si trattava di una Rhizostoma pulmo, la più grande specie avvistata nelle acque inglesi. Così informa Il Giornale. “E’ grande come me”, aveva commentato la biologa inglese postando l’immagine su Facebook. Subito ha fatto il giro del mondo, lasciando meravigliati moltissimi utenti. I tentacoli di questo tipo di medusa, definita anche a “cappello” o polmone di mare, appaiono spaventosi e pericolosissimi. Questa specie di meduse, infatti, possono raggiungere fino a 90 centimetri di lunghezza e un peso di 35 chilogrammi con un gruppo di otto tentacoli sottostanti.

Per gli esperti, il mare più caldo potrebbe spiegare la presenza di questi animali. Presto potrebbe esserci una vera e propria invasione.

Medusa gigante, il pericolo degli esperti

Nuovi avvistamenti nei mari europei. Il nuovo incontro nelle acque inglesi della Cornovaglia è stato immortalato da un sub che faceva immersione e ha filmato questo rarissimo esemplare. “Era più grande di un essere umano”, è stata la descrizione della medusa, che aveva tentacoli lunghissimi e una testa enorme.

E’ stata la stessa Daly a chiarire questa invasione. Intervistata dalla CNN ha spiegato: “Non avevo mai visto un esemplare di questo genere. Non c’è dubbio che con il caldo ci potrebbero essere diversi altri casi di meduse giganti nei nostri mari. Un’invasione non si può quindi escludere, anche a causa delle condizioni climatiche”. Quindi avverte: “C’è quindi da stare molto attenti. Non è infatti chiaro quali danni possa comportare la puntura di una medusa di queste dimensioni, ma è probabile che le conseguenze possano essere molto più gravi rispetto a quelle delle punture di meduse “normali”.