Meeting Sud e Futuri, un corto per narrare la Calabria oltre gli stereotipi

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Una narrazione della Calabria libera dagli stereotipi tradizionali. Protagonista dell’ultimo forum della seconda giornata dell’International Annual Meeting SudeFuturi III - (R)innoviamo il Mezzogiorno, organizzato al Castello Ruffo dalla Fondazione Magna Grecia e condotto da Paola Bottero e Alessandro Russo, il corto di Maurizio Paparazzo, vincitore del bando 'Calabria Emotions' ideato dalla Fmg, proiettato con in sottofondo la voce recitante dell’attrice Annalisa Insardà.

“È difficile raccontare la regione - ha dichiarato il regista Mimmo Calopresti, uno dei componenti la giuria che ha valutato i corti che hanno partecipato al bando - È più facile raccontare i sentimenti, le persone. Per me il cinema non racconta le storie di entità ma quelle delle persone”.

Sul tema di come raccontare la Calabria è intervenuto Domenico Maduli, editore de LaC Network. “Raccontare la Calabria è raccontare noi stessi, cosa siamo, quello che abbiamo creato. Noi siamo la nostra narrazione, siamo un esempio positivo nella nostra regione ed è un racconto ben diverso da quello che si fa passare. La nostra determinazione è stata fondamentale, ma in questa sfida ci siamo accompagnati a persone di talento”.

Agganciandosi al concetto di talento, lo scenografo e premio Oscar Gianni Quaranta ha raccontato che “per deformazione professionale osservo i luoghi dal punto di vista visivo. Ho scoperto la bellezza di questa terra mentre viaggiavo in auto con mia moglie. Siamo rimasti colpiti dalla Costa Jonica e da quel viaggio è partito il sogno di realizzare un film in Calabria e spero un giorno di poterlo realizzare perché questa regione abbia una vera visibilità non solo in Italia ma anche nel mondo”.

Tra i membri della giuria anche Antonello Colosimo, magistrato della Corte dei Conti con la passione per il cinema. “Quella della Calabria è la storia della civiltà -ha affermato- e qui sono nate le prime forme di vita democratica. Adesso vive una narrazione negativa e questa iniziativa è anche un modo per ragionare su come rappresentarla”.

“Questo progetto è andato ben oltre le più rosee aspettative -ha aggiunto Edoardo Lamberti Castronuovo, editore di Rtv- perché dà un’immagine della Calabria finalmente positiva. Nelle fiction la si rappresenta sempre male, invece oggi abbiamo offerto un volto più vero”. Ma raccontare una regione attraverso il cinema significa anche fare marketing territoriale.

“Ci sono Regioni che hanno puntato molto sul cinema perché credevano nelle potenzialità e nella bellezza del proprio territorio -ha sottolineato Francesco del Grosso, regista e critico cinematografico. L’ideale sarebbe muoversi come hanno fatto a Castellabate, in Campania, dove hanno girato 'Benvenuti al Sud'. Non si sono fermati a quel film, ma hanno predisposto una mappatura dei luoghi e ci sono gli stranieri che effettuano sopralluoghi nelle possibili location. In Calabria si deve partire da quello che già c’è e valorizzarlo al massimo”.

“Quando ho deciso di partecipare a questo bando, sono stato colpito da due cose: il riferimento al passato magnogreco e l’impatto emotivo, due concetti che hanno scatenato in me il desiderio di cimentarmi evitando stereotipi e ricaduta negativa, il cosiddetto piagnisteo -ha raccontato Maurizio Paparazzo, vincitore del bando Calabria Emotions - Volevo mostrare una Calabria internazionale e suggerire la voglia di riscatto. Sono contentissimo ma ho sentito il peso di una responsabilità enorme”.

“Raccontare la Calabria è una responsabilità fortissima -ha chiosato Nino Foti, presidente della Fondazione Magna Grecia concludendo il forum- che ti impone una morale”.

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