"Meghan mortificata dagli stylist di corte: per lei solo colori cupi e abiti senza forme"

Ilaria Betti

Vestita di nero, perfino ai matrimoni. I colori degli abiti indossati da Meghan Markle nei due anni a Buckingham Palace la dicono lunga sul suo ruolo a corte. Ne è convinta Rossella Migliaccio, consulente d’immagine, esperta di armocromia e fondatrice dell’Italian Image Institute: “Gli stylist hanno scelto per lei colori a dir poco mortificanti e austeri - spiega ad HuffPost - come se si volesse in tutti i modi ‘ripulire’ il personaggio, tenerlo a bada, riportarlo ad una dimensione più sobria e istituzionale, spegnerlo”.

Basti pensare a Kate Middleton e alla regina Elisabetta: sfoggiano di continuo abiti colorati (la sovrana è famosa per i suoi completi pastello, ndr), perfettamente intonati al colore dei loro incarnati. Lo stesso non può dirsi di Meghan: “L’abbiamo vista con il nero, il blu notte, con colori freddi e molto polverosi, i quali non fanno altro che ingrigire il viso di una persona dai toni caldi, a cui, invece, starebbero bene i gialli, i rossi, il corallo, il ruggine, i verdi, gli speziati, l’ottanio”.

 

Impossibile, secondo Rossella Migliaccio, che possa trattarsi semplicemente di un errore degli stylist: dietro alla scelta dei colori “spenti” sembra esserci una chiara volontà di “spegnere” un personaggio pericolosamente esuberante. “Meghan è bella, sexy, ha un meraviglioso incarnato, ma non è mai fiorita, non è mai sbocciata. Come è possibile che, pur avendo a disposizione i migliori consulenti d’immagine, nessuno abbia saputo valorizzarla? - si domanda la Migliaccio -. Si potrebbero scrivere libri sui migliori outfit di Kate, di Meghan non si ricorda neanche un look mozzafiato”.

“Anche le sue forme sono state in qualche modo mortificate - aggiunge la fondatrice dell’Italian Image Insitute -. Basti pensare all’abito del matrimonio: oltre al colore, eccessivamente freddo, sembrava che l’abito non fosse della sua taglia, non metteva affatto in risalto il suo fisico. Sembrava, al contrario, che...

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