Meglio di Fiona May fa solo Larissa. Sua figlia

Marco Marangoni
Larissa ancor più precoce di mamma Fiona. A 17 anni e tre giorni Larissa Iapichino è salita sul tetto d'Europa nel salto in lungo alla kermesse riservata agli under 20, una delle manifestazioni termometro dei movimenti dell'atletica leggera di ogni nazione, di ogni continente.La madre Fiona May quando ai primi d'agosto del 1987 - il giorno 9 saranno 32 anni tondi tondi - a Birmingham vinse lo stesso titolo nella stessa specialità aveva 17 anni e otto mesi. Larissa, che è ancora allieva, era la più piccola di tutte quelle in gara oggi.Osservando quella schiena inarcata al massimo durante la fase della partenza della rincorsa e i successivi balzi fino allo stacco, sembrava di ritornare indietro nel tempo, a mamma Fiona quando vinceva medaglie pesanti e regalava emozioni e soddisfazioni allo sport italiano.Fiona, che ha sempre gareggiato con il cognome da nubile, May, e mai con quello di Iapichino, suo marito fino al 2011, nella grigia città inglese vinse con 6,64 metri, stessa misura saltata dalla primogenita il 22 giugno scorso ai Tricolori juniores di Agropoli e che oggi si è "fermata" a 6,58 con poco più di un metro di vento alle spalle.Larissa, doppia figlia d'arte nativa di Borgo San Lorenzo, ha vinto anche una battaglia di nervi condizionata nella parte iniziale da pioggia e vento, il nemico numero uno di ogni saltatore. Sotto gli occhi di mamma (oggi 49 anni) e papà (50) concentrati sulla pedana del lungo dello stadio Ryavallen della cittadina svedese di Boras, l'azzurrina tesserata per la gloriosa Atletica Firenze Marathon è stata autrice di una gara in crescendo.Prima un mediocre 5,93 sotto una pioggia battente, poi subito la zampata della campionessa col salto a 6,37 che già profumava di medaglia, quindi il 6,41 al terzo. Nel frattempo a dare la scossa alla finale la britannica ad azzeccare il 'saltone' a 6,48.L'allieva di Gianni Cecconi piazza 6,51 al quarto ma è la padrona di casa Tilde Johansson, il giorno prima oro sui 100 ostacoli, che vola a 6,52. La stoffa di Larissa viene a galla pochi minuti dopo quando inventa la magia e atterra a 6,58. Meraviglia e trionfo."E' un oro pazzesco dopo essermi 'impanicata' al primo salto quando la pioggia stava rovinando tutto. E' stata una finale bellissima, pazzesca per come si è sviluppata: ad un certo punto eravamo in tre racchiuse in due centimetri - ha detto Larissa - E' stata una gara da brivido anche perché vincere a 17 anni significa tantissimo, le mie avversarie erano quotatissime, la svedese Johansson e l'inglese Mills soprattutto. E' come uno shock, sono riuscita a fare 6,58 e a vincere il titolo. In tribuna c'erano tutti i miei compagni, mia mamma Fiona, mio papà Gianni e mia sorella Anastasia, ed è stato bellissimo". E la festa, manco a dirlo, si scatena sui social, dove in tanti ricordano la prima 'comparsata' di Larissa in uno spot Ferrero insieme alla madre, ma lamentano anche la scarsa attenzione che i media le stanno dedicando: "Larissa Iapichino è medaglia d'oro e neanche c'era l'hashtag. Si da proprio importanza alla monnezza e non alle gioie grandi". "Favolosa, così come tutta la spedizione che sta inanellando medaglie. Sarebbe anche l'ora di smettere di guardare gli altri e basta", "A forza di Kinder fetta al latte è venuta su proprio forte!", "Ve la ricordate Fiona May con sua figlia nello spot Kinder? Beh, ora a 17 anni ha vinto la medaglia d'oro proprio come sua madre", "Una ragazza d'oro!", "Orgoglio italiano", "Oro nel lungo agli europei juniores. Un impresa vera visto che lei è ancora allieva. Il DNA è quello di mamma Fiona May, senza dimenticare papà Gianni, ottimo astista".

Larissa ancor più precoce di mamma Fiona. A 17 anni e tre giorni Larissa Iapichino è salita sul tetto d'Europa nel salto in lungo alla kermesse riservata agli under 20, una delle manifestazioni termometro dei movimenti dell'atletica leggera di ogni nazione, di ogni continente.

La madre Fiona May quando ai primi d'agosto del 1987 - il giorno 9 saranno 32 anni tondi tondi - a Birmingham vinse lo stesso titolo nella stessa specialità aveva 17 anni e otto mesi. Larissa, che è ancora allieva, era la più piccola di tutte quelle in gara oggi.

Osservando quella schiena inarcata al massimo durante la fase della partenza della rincorsa e i successivi balzi fino allo stacco, sembrava di ritornare indietro nel tempo, a mamma Fiona quando vinceva medaglie pesanti e regalava emozioni e soddisfazioni allo sport italiano.


Fiona, che ha sempre gareggiato con il cognome da nubile, May, e mai con quello di Iapichino, suo marito fino al 2011, nella grigia città inglese vinse con 6,64 metri, stessa misura saltata dalla primogenita il 22 giugno scorso ai Tricolori juniores di Agropoli e che oggi si è "fermata" a 6,58 con poco più di un metro di vento alle spalle.

Larissa, doppia figlia d'arte nativa di Borgo San Lorenzo, ha vinto anche una battaglia di nervi condizionata nella parte iniziale da pioggia e vento, il nemico numero uno di ogni saltatore. Sotto gli occhi di mamma (oggi 49 anni) e papà (50) concentrati sulla pedana del lungo dello stadio Ryavallen della cittadina svedese di Boras, l'azzurrina tesserata per la gloriosa Atletica Firenze Marathon è stata autrice di una gara in crescendo.

Prima un mediocre 5,93 sotto una pioggia battente, poi subito la zampata della campionessa col salto a 6,37 che già profumava di medaglia, quindi il 6,41 al terzo. Nel frattempo a dare la scossa alla finale la britannica ad azzeccare il 'saltone' a 6,48.

L'allieva di Gianni Cecconi piazza 6,51 al quarto ma è la padrona di casa Tilde Johansson, il giorno prima oro sui 100 ostacoli, che vola a 6,52. La stoffa di Larissa viene a galla pochi minuti dopo quando inventa la magia e atterra a 6,58. Meraviglia e trionfo.

"E' un oro pazzesco dopo essermi 'impanicata' al primo salto quando la pioggia stava rovinando tutto. E' stata una finale bellissima, pazzesca per come si è sviluppata: ad un certo punto eravamo in tre racchiuse in due centimetri - ha detto Larissa - E' stata una gara da brivido anche perché vincere a 17 anni significa tantissimo, le mie avversarie erano quotatissime, la svedese Johansson e l'inglese Mills soprattutto. E' come uno shock, sono riuscita a fare 6,58 e a vincere il titolo. In tribuna c'erano tutti i miei compagni, mia mamma Fiona, mio papà Gianni e mia sorella Anastasia, ed è stato bellissimo". 

E la festa, manco a dirlo, si scatena sui social, dove in tanti ricordano la prima 'comparsata' di Larissa in uno spot Ferrero insieme alla madre, ma lamentano anche la scarsa attenzione che i media le stanno dedicando: "Larissa Iapichino è medaglia d'oro e neanche c'era l'hashtag. Si da proprio importanza alla monnezza e non alle gioie grandi". "Favolosa, così come tutta la spedizione che sta inanellando medaglie. Sarebbe anche l'ora di smettere di guardare gli altri e basta", "A forza di Kinder fetta al latte è venuta su proprio forte!", "Ve la ricordate Fiona May con sua figlia nello spot Kinder? Beh, ora a 17 anni ha vinto la medaglia d'oro proprio come sua madre", "Una ragazza d'oro!", "Orgoglio italiano", "Oro nel lungo agli europei juniores. Un impresa vera visto che lei è ancora allieva. Il DNA è quello di mamma Fiona May, senza dimenticare papà Gianni, ottimo astista".