“Meglio il calcetto dei curricula”, il ministro del lavoro fa l'ennesima gaffe

“Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum” (Credits – Getty Images)

Parlare in pubblico non è facile. Farlo di fronte a tanti studenti spaventati per il loro futuro lo è ancora di più. E il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti lo ha dimostrato ieri, quando ha incontrato gli studenti dell’istituto Manfredi Tanari di Bologna. E parlando di lavoro e occasioni di lavoro, l’ex Presidente nazionale della LegaCoop ha confermato nuovamente che ha una predisposizione naturale per le gaffe e le frasi fuori luogo.

“Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum” ha dichiarato, infatti, Giuliano Poletti, tra l’incredulità degli studenti e la rabbia dei social. Insomma, secondo il Ministro del Lavoro non conta tanto un curriculum ricco, l’esperienza o il merito, quanto la capacità di intrattenere rapporti extralavorativi con chi conta. Meglio una partita a calcetto con il responsabile delle risorse umane che un master inserito nel curriculum, quindi?

L’ex leader delle Coop ha, successivamente, rettificato le sue dichiarazioni, sottolineando che “non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l’importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell’utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola”. Parole che, però, non hanno stemperato le polemiche.

“A calcetto dovrebbe andarci a giocare lui, invece di fare il ministro, almeno non prenderebbe in giro i disoccupati e i giovani!” ha twittato Paolo Ferrero, segretario del Partito di Rifondazione Comunista. Sempre sui social non si sprecano le ironie, con un utente che ha scritto “Caro Poletti, il lavoro non si conquista con il calcetto, anche perché tu da Ministro non hai dimostrato di essere Maradona”.

Ma, come detto, il Ministro Poletti non è nuovo alle frasi infelici. A dicembre aveva rischiato la sfiducia dopo che aveva affermato, parlando della fuga di cervelli, che “ci sono persone andate via e che è bene che stiano dove sono perché questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. O, prima, quando suggerì agli studenti di lavorare d’estate gratis, per fare esperienze.

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