Melania Rea tentò di uccidersi

«Melania tentò di uccidersi perché non sopportava i tradimenti del marito». La rivelazione arriva da Immacolata «Imma» Rosa, un’amica della donna uccisa il 18 aprile scorso a Ripe di Civitella.  «Prese delle pasticche», ha infatti raccontato la donna, ascoltata dai pm nei giorni immediatamente successivi al delitto. E, a quanto pare, la sua «rivelazione» è tenuta in gran conto dai magistrati che accusano Salvatore Parolisi dell'omicidio. Anche perché sono ancora numerosi i lati oscuri che devono essere risolti.

“Ho preso delle pasticche. Non riesco a sopportare la situazione”: le telefonate in esclusiva

Le nuove indiscrezioni sulle indagini spuntano proprio mentre le speranze del caporalmaggiore di uscire dal carcere sembrano sempre più appese a un filo: quello della Cassazione. Il 28 novembre la Suprema Corte deciderà sulla richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Parolisi. Lui spera di poter lasciare il carcere e riabbracciare la figlia Vittoria, come ha più volte ripetuto. In realtà negli ambienti della Procura di Teramo si vocifera che sarà molto difficile che tutto questo accada. Intanto, è stata fissata per il 2 dicembre l'udienza al tribunale dei Minori di Napoli sulla richiesta di «affidamento temporaneo» della bambina avanzata dai nonni materni.

Melania Rea: i dubbi e gli errori dell’inchiesta

Sul fronte delle indagini, si profila una settimana intensa. In Procura sfileranno le vicine di casa di Melania, Sonia Viviani (l'ultima a telefonarle il giorno del delitto) e la moglie di Raffaele Paciolla, che partecipò alle ricerche. A loro i pm potrebbero chiedere conferme sul tentativo di suicidio di Melania. Davvero la donna tentò di uccidersi per colpa del marito? E, se sì, quando accadde? Interrogativi da risolvere per avere un quadro più chiaro della situazione familiare della vittima. E dei rapporti di Melania con Salvatore. 

La pista dei segugi e l’alibi di Parolisi