Melanoma, in gravidanza rappresenta 30% tumori solidi maligni

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Roma, 7 nov. (askanews) - Si chiama PAM, Pregnancy Associated Melanoma ed è il melanoma associato alla gravidanza. Rappresenta il 30% dei tumori solidi maligni che insorgono durante la gestazione ed è la seconda neoplasia per frequenza diagnosticata in questa delicata fase della vita. Per salvaguardare la salute della donna e del nascituro è fondamentale la diagnosi precoce. A lanciare l'allarme è l'Intergruppo Melanoma Italiano (IMI) nel corso del XXVI Congresso Nazionale in corso da oggi al 9 novembre in virtual edition. "Come abbiamo evidenziato da una recente revisione e condiviso nelle pagine Facebook dell'IMI, si definisce melanoma associato alla gravidanza - spiega Enrica Teresa Tanda, oncologa presso l'IRCCS Policlinico San Martino di Genova - un melanoma insorto durante la gestazione o entro i 12 mesi successivi al parto o aborto. Si considera, infatti, che i tumori diagnosticati nel primo anno dopo il termine dello stato interessante siano correlabili alla gestazione stessa." Anche se non sono ancora chiari i meccanismi che possono portare all'insorgenza di questo tumore maligno della pelle, si ipotizza che la maggiore attività melaninica, un fenomeno normalmente osservato durante la gravidanza e la fisiologica alterazione dello stato ormonale, in particolare degli estrogeni prodotti durante la maternità, possano favorirne lo sviluppo. A rischio sono soprattutto le donne con la pelle chiara, i cosiddetti fototipi I e II, cioè capelli rossi o biondi e occhi verdi o azzurri, e le pazienti affette da Sindrome del Nevo Displastico (presenza di più di 100 nei, di uno o più nei di diametro maggiore di 6 mm e di uno o più nei displastici). Altri elementi che dovrebbero essere considerati sono una storia familiare di melanoma, la precedente asportazione di nevi displastici e le gravidanze tardive. La presenza di nei sul ventre e nelle parti del corpo che subiscono normali cambiamenti durante la gravidanza non è un fattore di rischio. Tuttavia, le modificazioni dovute proprio allo stiramento della pelle dovrebbero essere valutate da uno dermatologo. Da qui l'appello degli esperti IMI: fare almeno una visita di controllo ad inizio gravidanza e seguire le indicazioni del dermatologo che ne potrebbe proporre altre durante il periodo di gestazione. Aver avuto un melanoma sottile invece non preclude una gravidanza: "Per queste pazienti - sottolinea Tanda - occorre generalmente intensificare le visite di controllo. Tuttavia ogni donna e ogni storia è diversa dalle altre e la scelta di intraprendere una gravidanza dopo una diagnosi di melanoma dovrebbe essere accuratamente discussa con il proprio oncologo curante per decidere insieme la migliore strada da seguire". In ogni caso la prima arma a disposizione è la diagnosi precoce. (segue)