Web: Mele (Iupu), 'odio social? L''io covizzato' porta a guerra di tutti contro tutti'

·1 minuto per la lettura

"L'odio social, la tendenza a partire all'attacco a prescindere, a demonizzare chi la pensa diversamente è un fenomeno che ha assunto proporzioni pervasive: ci troviamo in una situazione ben prefigurata da Thomas Hobbes, del 'tutti contro tutti' e la pandemia ha acuito fortemente una tendenza in atto da tempo, con effetti devastanti dal punto di vista sociale. E' qualcosa che ha a che vedere insieme con la psico-politica e con la sociologia". Lo dice all'Adnkronos il professor Francisco Mele, psicologo, docente presso l'Istituto universitario progetto uomo, autore da ultimo di un saggio sull''Io covizzato".

"La tendenza la faccio risalire -spiega- alla continua competizione come genesi del conflitto sociale, che porta ad una escalation della violenza espressiva, senza che se ne calcoli l'effetto, al punto che chi attacca finisce a sua volta travolto da attacchi ancor più virulenti. Un meccanismo che si innesca anche per cose secondarie, non certo importanti, come del resto accade nelle coppie. E' come se in quel dato momento fosse in gioco il mio essere nel mondo".

"Non a caso parlo di 'Io covizzato': con la pandemia si è accresciuta la sfiducia reciproca e ciascuno sceglie il suo nemico", prosegue il professore, che, nel saggio "Il terzo cervello - Il Sé relazionale" ha analizzato un altro aspetto: "In questo ambito esiste il principio mimetico, che opera come forza di gravità, che attira e respinge i corpi: se vedo qualcuno arrabbiato, per rispecchiamento, mi arrabbio ancor di più...". Se questa è la diagnosi, quale può essere la terapia? "Che ci fosse qualcuno in grado di dire, per la sua autorevolezza e autorità riconosciute, che bisogna smetterla di tentare di affermare se stesso attaccando l'altro".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli