Melegatti di nuovo ferma, a Pasqua si deciderà il futuro

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di Fabrizio Arnhold

Non basta la magia del Natale per salvare la Melegatti. Oggi è stato sfornato l’ultimo pandoro del Natale 2017, poi l’azienda si fermerà di nuovo e per i lavoratori si prospettano settimane di cassa integrazione. Da Natale in poi il prezzo di pandori e panettoni crolla, quindi si lavorerebbe in perdita. Dopo lo sforzo dei dipendenti, che da tre mesi non percepiscono lo stipendio, la produzione si ferma ancora. Per queste Feste sono stati spediti nei supermercati un milione e mezzo di pandori, un decimo della produzione a pieno regime, quella dei “tempi d’oro”.

Giovedì scorso l’azienda ha deciso per la cassa. Adesso i lavoratori sperano nel fondo maltese che promette di salvare lo storico marchio di San Giovanni Lupatoto, a Verona. La proprietà, divisa tra le famiglie Ronca e Turco, deve far fronte ad una situazione di piena emergenza. Sono lontani non solo nel tempo i fasti di Domenico Melegatti, pasticcere che nel 1884 depositò il brevetto del pandoro al ministero del Commercio del Regno d’Italia. L’obiettivo della nuova gestione è mettere in piedi una produzione a regime delle classiche colombe per Pasqua, sfruttando tutte le potenzialità dello stabilimento, magari in anticipo rispetto a quanto fatto per Natale.

Il passaggio chiave per la sopravvivenza del marchio passa per la proposta di ristrutturazione del debito. Si parla di una trentina di milioni. La proposta dovrà incassare il via libera dei creditori a cui fa capo almeno il 60 per cento del debito. Se non ci sarà il loro ok, la strada del fallimento è segnata. I tempi stringono perché per finalizzare l’operazione restano 120 giorni, prorogabili a 180. Il conto è partito il 7 novembre, il termine ultimo sarà il 7 aprile, massimo giugno.

Il fondo maltese Open Capital Fund ha finanziato l’azienda con 6 milioni di euro, permettendo la ripresa della produzione per Natale. Abalone, che controlla Open Capital Fund, vorrebbe rilevare la maggioranza della proprietà. La situazione attuale della Melegatti è frutto di scelte imprenditoriali sbagliate. Il nuovo stabilimento di San Martino Buon Albergo, inaugurato a febbraio 2016, non ha mai riaperto. Qui si doveva differenziare la produzione, con prodotti da forno non unicamente legati alle festività.