Melenchon, il “social” candidato all’Eliseo

È diventato l’autentica sorpresa della campagna presidenziale francese. Jean-Luc Melenchon è l’uomo che ha fatto corsa da solo, scegliendo di non partecipare alle primarie socialiste e che è riuscito a conquistare popolarità e credibilità soprattutto tra i piú giovani. 65 anni, nato a Tangeri, leader della sinistra radicale e del movimento France Insoumise lanciato nel 2016, Melenchon è un’antieuropeista convinto, non ha mai nascosto simpatie per Fidel Castro e Hugo Chavez e il suo programma spaventa, non poco, i mercati. Nella sua campagna elettorale ha proposto che l’età pensionabile sia abbassata a 60 anni, che l’orario di lavoro sia ridotto, vorrebbe anche una tassa patrimoniale importante sui redditi alti, fino al 90%), l’abbandono da parte della Francia del nucleare, ma anche maggiore attenzione alle domande d’asilo dei migranti e l’uscita dall’euro e dalla Nato.

IL PROFILO TWITTER DI MELENCHON

Chacun peut tester sur notre site combien il paiera d’impôts si nous arrivons au pouvoir. #BourdinDirect #RMC #BFMTV https://t.co/ZSbmdpy81G— Jean-Luc Mélenchon (@JLMelenchon) 20 aprile 2017

Idee particolari, ma lui va dritto per la sua strada e la sua immagine da ribelle piace tanto ai giovani, anche perchè, tra tutti gli altri, è il candidato più tecnologico. Grazie anche all’aiuto della sua direttrice della comunicazione Sophia Chikirou, Melenchon ha creato una web tv, una web radio, è onnipresente sui social network ed ha stupito tutti con effetti speciali durante un comizio apparendo a Lione in carne ed ossa e nello stesso tempo vicino Parigi, con un ologramma. Procedura diventata un autentico must visto che in un altro incontro con gli elettori è riuscito a riprodursi in sei posti diversi nello stesso momento.

GLI OLOGRAMMI DI MELENCHON SU TWITTER

On vient de passer les 60 000 personnes qui suivent en direct le multi-meeting hologramme ! Superbe ! #LaForceDuPeuple pic.twitter.com/8BRE8MmKds— Jean-Luc Mélenchon (@JLMelenchon) 18 aprile 2017

Melenchon si candida all’Eliseo per la seconda volta. Nel 2012 si piazzó quarto, dietro Marine Le Pen, con l’11,10% dei voti. Nella sua carriera politica è stato anche ministro con delega all’insegnamento professionale nel governo di Lionel Jospin tra il 2000 e il 2002, quindi eurodeputato dal 2009. Molto discreto sulla sua vita privata, ha liquidato di recente la questione rispondendo con una battuta alla domanda di un giornalista: “Se saró eletto, non avrete una Premiere Dame perchè sono single, quindi saró un presidente meno costoso degli altri”.

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