Meloni aggiorna Nadef, deficit più alto per nuovi aiuti - fonti

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni

di Giuseppe Fonte e Gavin Jones

ROMA (Reuters) - Il nuovo governo italiano a guida Giorgia Meloni aggiornerà nel tardo pomeriggio il quadro di finanza pubblica rivedendo al rialzo i livelli di indebitamento netto, passo propedeutico al varo di nuovi interventi a sostegno di famiglie e imprese, colpite dai prezzi crescenti di luce e gas.

Nel rivedere la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), l'esecutivo punta ad andare oltre le stime a legislazione vigente ereditate dall'ex premier Mario Draghi, spiegano due fonti governative.

Salvo sorprese dell'ultima ora, il deficit di quest'anno dovrebbe salire al 5,6% del Pil dal 5,1% tendenziale, tornando quindi alla stima dello scorso aprile.

Il target del 2023 dovrebbe invece salire al 4,5% dal più contenuto 3,4%, spiegano le fonti.

Tutto ciò si traduce in un margine di bilancio pari a circa lo 0,5% del Pil quest'anno e ad un ulteriore 1,1% nel 2023, sempre che i livelli tendenziali non siano anch'essi ritoccati al ribasso, aumentando la dote complessiva a disposizione.

L'ondata inflativa alimentata dal conflitto in Ucraina si traduce infatti in un incremento delle entrate da imposte indirette come Iva e accise.

Il consiglio dei ministri si riunirà alle 18 a Palazzo Chigi.

La Nadef contiene il quadro su cui sarà costruita la legge di Bilancio del 2023.

Meloni, in tandem col ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, punta ad una manovra complessiva da oltre 30 miliardi tra minori entrate e maggiori spese, spiega in particolare una delle fonti.

Per finanziare tutte le misure in cantiere, la maggioranza punta a ridurre la dote di quasi 9 miliardi stanziata nel 2023 per il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle la scorsa legislatura.

Altre risorse arriveranno da una revisione del superbonus, con cui lo stato rimborsa 110 euro ogni 100 spesi per tutto un insieme di interventi di riqualificazione energetica degli edifici. L'ipotesi allo studio è di ridurre il beneficio al 90%.

(Tradotto da Alice Schillaci, editing Claudia Cristoferi)