Meloni chiede soluzioni europee agli sbarchi dei migranti

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Roma, 11 nov. (askanews) – La Ocean Viking della SOS Mediterranée è approdata a Tolone, il porto militare francese designato da Parigi come luogo sicuro per lo sbarco dei 230 migranti a bordo dopo venti giorni in attesa nel Mediterraneo. La Francia ha aspramente criticato il governo Meloni per il rifiuto ad accogliere questa specifica imbarcazione. Ma se Parigi minaccia e chiede il blocco dei meccanismi di solidarietà e redistribuzione concordati in Europa, oggi la presidente del Consiglio rimanda le accuse all’UE e però cerca una linea morbida parlando di cooperazione:

“Possiamo decidere di isolare l’Italia ma questo non risolve il problema. Io continuo a dare la mia disponibilità per incontrarci e parlarne e cercare soluzioni perché non ho capito quale sia la soluzione degli altri salvo dire ‘occupatevene voi'”.

Insomma bloccare le navi delle ong per Meloni serve ad attirare l’attenzione mentre l’Italia accoglie altre migliaia di migranti raccolti anche da navi mercantili.

Intanto da Maastricht, culla dell’Unione, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella richiama all’importanza di essere in buoni rapporti con la sponda sud del Mediterraneo, ma concorda sulla necessità di solidarietà fra gli Stati membri: “La risposta alla stessa sfida migratoria infatti avrà successo soltanto se sorretta dai criteri di solidarietà all’interno dell’Unione e di coesione nella risposta esterna e da una politica lungimirante nei confronti della regione africana”. Di “fallimento della politica europea” parla anche la direttrice generale di Sos Mediterranée Sophie Beau secondo cui bisogna ricreare meccanismi comuni di salvataggio e poi di ripartizione dei migranti. Mentre si concede ancora toni incendiari la leader dell’estrema destra francese, Marine Le Pen, che spiega la colpa non è dell’Italia o del governo Meloni, ma la Francia non avrebbe dovuto cedere e rischia un’invasione di navi delle ong.

Secondo Le Pen, navi che dopo aver recuperato i migranti dovrebbero riportarli ai “porti di partenza”.