Meloni difende norme rave. Venerdì Nadef in Cdm, poi decreto bollette

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Roma, 2 nov. (askanews) - Giorgia Meloni si affida a un post su Facebook per cercare di arginare le polemiche sulla legge cosiddetta anti-rave, varata lunedì scorso in Consiglio dei ministri. L'intervista di questa mattina al Corriere della Sera del ministro Matteo Piantedosi non ha fatto ridurre il fiume di dichiarazioni contro il provvedimento e anche nella maggioranza (soprattutto da Forza Italia) è chiesto un intervento di 'alleggerimento'. Per questo a metà pomeriggio la premier sceglie il social network per cercare di uscire dall'angolo.

Quella adottata, assicura, è "una norma che rivendico e di cui vado fiera perché l'Italia, dopo anni di governi che hanno chinato la testa di fronte all'illegalità, non sarà più maglia nera in tema di sicurezza". Chi lancia l'allarme su possibili restrizioni del diritto di manifestare, per la premier, fa "strumentalizzazioni" che "lasciano il tempo che trovano". Comunque, prosegue, "vorrei rassicurare tutti i cittadini, qualora ce ne fosse bisogno, che non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso. A negarlo in passato, semmai, sono stati proprio coloro i quali oggi attaccano i provvedimenti del nostro esecutivo, difendendo di fatto chi invade terreni ed edifici altrui". Parole dure, che però devono fare i conti con i maldipancia nel centrodestra: già in Consiglio dei ministri il vicepremier di Forza Italia Antonio Tajani aveva sollevato perplessità ed è stato Francesco Paolo Sisto, che sarà viceministro alla Giustizia, a dire chiaramente che "va assolutamente evitato che si possa applicare a una legittima manifestazione. Questo va evitato e il Parlamento potrà intervenire".

In precedenza, questa mattina, si è completata la squadra di governo con il giuramento di 39 sottosegretari (8 dei quali saranno viceministri). "Questa avventura sarà lunga, speriamo, difficile, di sicuro, e speriamo anche entusiasmante. Lo sarà quando riusciremo a dare le risposte ai cittadini, quando saremo fedeli al compito che ci è stato affidato, a essere esattamente quello che abbiamo raccontato che saremmo stati e la ragione per cui siamo qui", ha detto loro Meloni, aggiungendo che non rappresentano loro stessi "e neanche un partito ma una nazione".

Intanto venerdì si riunirà nuovamente il Consiglio dei ministri, con all'ordine del giorno la Nota di aggiornamento al Def (Nadef), la base su cui costruire i prossimi provvedimenti economici e la legge di bilancio. Il governo Draghi l'aveva redatta con il solo quadro tendenziale, ora va aggiunta la parte programmatica, cioè le previsioni sulla base delle politiche che saranno messe in campo. Le risorse a disposizione per la finanziaria, ammette Meloni intervistata da Bruno Vespa per il suo nuovo libro, sono scarse e i "pochi" soldi in cassa "serviranno a coprire il taglio delle bollette per chi è in difficoltà. Dobbiamo vedere come superare l'inverno senza che le bollette esplodano, sperando di tranquillizzarci da marzo in poi". Per far questo è atteso un decreto anche in tempi rapidi: "La Nadef - spiegano fonti di governo - è il passaggio necessario, poi ci sarà un decreto bollette in tempi stretti", forse già al ritorno dalla Cop 27 in programma a Sharm el-Sheik il 7 e 8 novembre. "Vuole correre", viene ribadito. Per quanto riguarda la manovra, non ci sarà molto altro, ma qualche "segnale" la premier vuole darlo. Ad esempio con la tassazione al 15% sugli aumenti di reddito e il passaggio da 65.000 a 100.000 euro della quota di fatturato delle partite Iva tassate anch'esse al 15%. Possibile anche l'intervento correttivo sul reddito di cittadinanza. L'idea, ha spiegato, è garantire "un dignitoso sussidio a chi realmente non ha la possibilità di lavorare" mentre "per gli altri intendiamo attingere al fondo sociale europeo per avviare al lavoro chi può attraverso corsi di formazione retribuita".