Meloni e Salvini, il “patto della moto”: segnali di intesa tra i due

meloni salvini patto

L’intesa tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini è ormai evidente: i due leader del sovranismo del centrodestra, secondo alcune indiscrezioni avrebbero stipulato un patto. Nonostante le scaramucce su Mario Draghi come presidente della Repubblica (“Il prossimo dovrebbe essere eletto direttamente dai cittadini. E non credo che sceglierebbero Draghi o Prodi” dicono da FdI), tra i due potrebbe nascondersi qualche strategia per far cadere il governo. La leader di Fratelli d’Italia, d’altronde, in visita all’Eicma di Milano aveva dichiarato: “La guida delle due ruote non è proprio il mio forte”. Mentre alla domanda ‘Salirebbe su un mezzo pilotato da Salvini?’ la Meloni ha risposto: “Se guida lui, volentieri: mi fido. Salgo sulla moto e un giretto lo facciamo, dritti a Palazzo Chigi”. Ironica, me diretta.

Meloni-Salvini, il “patto della moto”

Giorgia Meloni ha partecipato all’Eicma nella mattinata di sabato, Matteo Salvini, invece, nel pomeriggio: da qui l’idea che possa essere nato una sorta di patto. I due leader del centrodestra unito trainano la coalizione con Berlusconi e, secondo gli ultimi sondaggi, hanno sfondato la soglia del 50%. Inoltre, come scandito dal teatro Nuovo in piazza San Babila, mentre “la più grande acciaieria d’ Europa, rischia di chiudere, il Parlamento si occupa di parole d’odio” contro Segre.

Un altro segnale di intesa tra i due leader riguarda invece il sostegno a Santiago Abascal e alla sua Vox er le elezioni spagnole svolte nella giornata di domenica. Infine, sabato 9 novembre era il grande anniversario dei 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino. Giorgia Meloni ha denunciato da Milano una giornata trascorsa nel “disinteresse delle istituzioni italiane”. La leader di FdI, infatti, ha dichiarato: “Nessuno ha fatto nulla: né le istituzioni, né le scuole. In Italia non si può parlare male del comunismo. E poi i nostalgici saremmo noi. Non accettiamo lezioni di libertà e democrazia da chi sta festeggiano l’ uscita dal carcere del condannato per corruzione Lula”. Ma dal palco del Teatro Nuovo arrivano anche commenti sulla Manovra e sull’immigrazione.