Meloni a Fuori dal coro: “Draghi al Quirinale? Non adatto”

Meloni Fuori dal coro

Intervenuta a Fuori dal coro, Giorgia Meloni ha toccato diversi temi tra cui i motivi del suo successo, la prossima presidenza della Repubblica e le persone che schiererebbe in una eventuale squadra di governo con il centrodestra.

Meloni a Fuori dal coro

Commentando il risultato delle recenti regionali in Umbria, la leader di Fratelli d’Italia ha spiegato che secondo lei a premiarla è stata la coerenza e la concretezza. Queste le sue parole: “Noi siamo sempre stati lì, e poi non parliamo di filosofia ma dei problemi veri degli italiani“. Un risultato, quello della regione umbra, che si auspica possa presto ripetersi anche a livello nazionale. A questo proposito le viene chiesto qualche possibile nome di ministro, dopo le esternazioni di Salvini che ha detto di volere Giancarlo Giorgetti all’Economia e Giulia Bongiorno alla Giustizia. L’unica figura che le viene in mente in questo senso sarebbe quella di Guido Crosetto, possibilmente alla Difesa. Il suo ruolo personale preferisce non essere lei a doverlo scegliere.

Il ruolo del Presidente della Repubblica

Non manca di esprimere quando e perché secondo lei si andrà alle urne e cosa dovrebbe fare Mattarella se cadrà questo governo. “A mandarlo a casa non saremo noi ma loro stessi. L’esecutivo imploderà nella sua incapacità di affrontare i temi che interessano i cittadini“, spiega. E accusa la maggioranza di essere tenuta insieme esclusivamente dall’interesse e dai personalismi, che però, per lei, alla lunga porteranno alla sua rovina. Se ciò dovesse accadere, e secondo lei accadrà prima della prossima primavera, il Presidente della Repubblica dovrebbe avvalersi della sua facoltà di indire elezioni anticipate. “Perché non è vero che la Costituzione dice che la sua funzione è quella di ratificare la maggioranza. I testi di diritto dicono che può sciogliere le Camere qualora ritenga che il palazzo è troppo distante da quello che vogliono i cittadini“, chiarisce.

A proposito di Quirinale, Mario Giordano le ha chiesto cosa ne pensasse di Mario Draghi come inquilino del Colle. Secondo la Meloni, pur ribadendo la stima nei suoi confronti, non sarebbe adatto a ricoprire tale ruolo perché troppo vicino alla finanza speculativa. Ma sarebbe disposta ad accettarlo se lo votassero gli italiani. Per questo sta raccogliendo, insieme alla Lega, le 50.000 firme necessarie a portare in Parlamento la proposta per l’elezione diretta del Capo dello Stato. “Anche se credo che né Prodi e né Draghi verranno scelti dagli italiani“, conclude.

La mozione Segre

In merito alla mozione Segre votata oggi, mercoledì 30 ottobre 2019, in Senato, spiega i motivi dell’astensione del suo partito. Pur esprimendo e ribadendo la sua solidarietà a Liliana Segre, destinataria di almeno 200 insulti al giorno, ci sono dei contenuti della proposta da lei non condivisi. Ricorda che quella mozione arriva da lontano, quando a presentarla fu Laura Boldrini.

A non convincerla sono i passaggi secondo cui l’organismo istituito debba segnalare all’autorità tutte le persone che si rendono responsabili di episodi di nazionalismo o di diffusione di stereotipi. “A me non pare sia illegale essere nazionalisti. Cosa c’è di istigazione all’odio nelle parole Dio, patria e famiglia? E chi li decide gli stereotipi?“, si chiede. E afferma di voler vivere in una nazione dove anche se la pensi diversamente dalla sinistra hai il diritto di esprimere la tua opinione, senza essere segnalati all’autorità giudiziaria come si farebbe in un regime.