Meloni: "A Natale regalerei..."

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"Ci siamo fatti gli auguri, sono stati otto anni obiettivamente entusiasmanti". Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, ospite di 'Un giorno da pecora' su Radiouno Rai, parla così degli otto anni dalla fondazione del partito che ricorrono oggi, ricordando che alle prime elezioni politiche ottenne "l'1,93".

In occasione del Natale, la presidente di Fratelli d'Italia a Silvio Berlusconi e Matteo Salvini regalerebbe "elezioni e un nuovo governo di centrodestra, un regalone", mentre al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, "uno scatolone per fare il trasloco".

Quello che sta avvenendo all'interno della maggioranza di governo "mi pare una discussione lunare - sottolinea - e penso che gli italiani li guardino attoniti e sbigottiti come capita di fare a me". "E' una discussione assolutamente ridicola - ribadisce - dopo di che se cade il governo meglio, aspettiamo a vedere se cade".

"Sono disarmata dal politichese - dice Meloni - dal fatto che mentre abbiamo italiani in ginocchio, il problema della pandemia, le attività sulle quali sono state scaricate le incapacità del governo, questi stanno lì a fare le riunioni sul rimpasto, sul fatto che Conte deve o non deve tenere la delega sui Servizi segreti, sulle nomine da fare nelle aziende di Stato".

"I voti di Fratelli d'Italia per difendere Conte non ci saranno mai e non ci sono mai stati. Se servono i voti per mandare a casa Conte ci sono - scandisce - dopo di che se dovesse cadere Conte l'unico scenario possibile è quello delle elezioni. Non ci sono i voti per governi con il Pd, con il Movimento 5 stelle, con la sinistra".

E "secondo me è difficile che si realizzi" un governo di centrodestra in questa legislatura, anche perché "non so quanto convenga fare un altro governo che si tiene con uno, due voti di scarto. Qui c'è bisogno di fare cose coraggiose e per farle hai bisogno di tempo e di numeri e di una coalizione compatta e coesa".

Parlando delle feste, Meloni dice di aver "dovuto fare delle rinunce per la notte di Natale, non può venire mia mamma che rimarrà da sola e questa cosa mi sta pesando molto, come non poter vedere i nonni di Ginevra che sono a Milano. Vedrò mia mamma il 25".

Poi l'appello a fare il presepe con i prodotti della nostra tradizione: "C'è una tradizione presepistica in Italia che è unica al mondo, e quindi se facciamo il presepe ricordiamoci che possiamo difendere quella tradizione comprando questi prodotti figli di centinaia di anni di storia".