Meloni: "Pronti a aiutare Italia ma mai con Pd-M5S-Iv e Leu"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

Far cadere il governo Conte "è una nostra priorità" e poi portare il Paese al voto. Giorgia Meloni lo ribadisce in un'intervista al "Corriere della Sera", nella quale rinnova la disponibilità di Fdi a collaborare in Parlamento ma esclude la possibilità che possa entrare a far parte di un esecutivo di transizione. "Non farei mai il ministro in un governo del quale fossero parte organica forze di sinistra, M5S, Pd, Leu, Renzi. Ma non ho bisogno di fare il ministro per dare una mano all'Italia, lo abbiamo già dimostrato in passato, votando ad esempio i decreti sicurezza o il taglio dei parlamentari".

"Non credo che l'ipotesi-Draghi sia in campo. In ogni caso, trovo inutile mettersi a fare ipotesi di qualunque tipo se non si sa con quale scenario si ha a che fare. È una discussione lunare. Quando e se ci sarà una proposta, la giudicheremo nel merito. La nostra stella polare rimane la volontà degli italiani". "Questo governo - prosegue - è del tutto inadeguato a gestire le risorse per l'emergenza", andare alle elezioni anticipate "rimane la strada naturale, e se anche il resto dell'opposizione è d'accordo, il momento per agire è ora. Tra sei mesi si apre il semestre bianco e diventa impossibile sciogliere le Camere".

La proposta di presentare una mozione di sfiducia a Conte è stata accolta freddamente da Fi e Lega. "Credo che i miei alleati stiano ancora riflettendo, propongo di farlo insieme. Una mozione - osserva la presidente dei Fdi - non rafforza affatto Conte. Anzi, accelera la crisi, se è davvero in atto, perché a noi potrebbero aggiungersi altre forze che si dicono scontente. Ma se invece alla fine la maggioranza, Renzi compreso, tornasse a riunirsi nel nome della distribuzione delle poltrone, metteremo comunque fine alla pagliacciata in atto".

"Sono d'accordo con Mattarella che 'va cambiato ciò che c'è da cambiare', ma secondo me quello che va cambiato è questo Parlamento, non in grado di gestire la crisi non potendo esprimere una maggioranza coesa. In ogni caso, una cosa per volta. Cominciamo mandando a casa Conte, se c'è una possibilità. Se non c'è, tanto vale almeno mettere fine a questo balletto vergognoso. In caso di crisi, le cose non dipendono solo da noi. Anzi, dati i numeri parlamentari, dipendono da noi in misura marginale", conclude Meloni.