Meloni: "Collaborare? Prima via i dpcm e si voti a fine emergenza"

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"Nel caso si immaginasse di volerci trascinare nel loro fallimento, che di questo si parla, pongo tre condizioni. Primo, servono regole di ingaggio trasparenti, chi fa cosa e come. Secondo, il governo deve ammettere che l’efficacia della propria azione è stata nulla e abolire i provvedimenti sbagliati. Terzo, va stabilito fin d’ora, con garanzia del capo dello Stato, che appena usciti dall’immediata emergenza si torna a votare''. Lo sottolinea in un'intervista al 'Corriere della Sera' la leader di Fdi Giorgia Meloni.

Secondo Giorgia Meloni le alternative alle chiusure decise dal governo sono ''test rapidi a tappeto per il tracciamento, anche operati da farmacisti; trasporti pubblici potenziati con pullman privati, con taxi collettivi anche degli Ncc; per le scuole termoscanner e non banchi a rotelle, tensostrutture, spazi da chiedere ai privati; sanificazione a spese dello Stato. E soprattutto stabilire un ordine di priorità''.

Inoltre sottolinea la leader di Fdi ''non si può fare un discorso di settore. Se ho un ristorante con grandi spazi, rispetto le regole, perché non posso accogliere i clienti? Si diano prescrizioni stringenti, non divieti uguali per tutti in situazioni diverse. Come diverse sono le situazioni sul territorio. Dove c’è un cluster si chiude, altrove no''.