Meloni punta sul nord. "L'Ue? finita pacchia, difenderemo l'Italia"

PIERO CRUCIATTI / AFP

AGI - Giorgia Meloni punta forte sul nord. A due settimane dal voto, la leader di Fratelli d'Italia ha deciso di spendere la giornata tra il GP di Formula 1 a Monza e un comizio in piazza Duomo a Milano.

Un luogo, teatro in passato di iniziative del leader della Lega, Matteo Salvini. Come ha ricordato il consigliere lombardi di FdI, Riccardo De Corato, "in questa piazza ormai ci sono solo i concerti. Solo Giorgia Meloni ha fatto un comizio qui durante questa campagna elettorale".

Da Milano, in mezzo a migliaia di militanti con bandiere di FdI e tricolori, Meloni ha escluso qualsiasi futura partecipazione di FdI a un eventuale governo di larghe intese: "Non c'è alcuna possibilità che FdI partecipi a governi e alleanze arcobaleno e non c'è alcuna ragione di farlo perché abbiamo la possibilità di avere una maggioranza di centrodestra".

Dunque "non vengano a parlarmi di governo di salvezza nazionale", perché "io non sono interessata. Poi chiarisce le ragioni della sua presenza: "Il risultato in Lombardia è fondamentale perché parliamo di una locomotiva. Noi abbiamo lavorato molto in questi anni sui temi legati alla crescita, ai mondi produttivi e al sostegno all'impresa. Quindi per me sarebbe importante fare un buon risultato perché vorrebbe dire che il messaggio è arrivato". E proprio al mondo produttivo si è rivolta, quando ha rivendicato di essere "l'unica" a dire che "il reddito di cittadinanza non va bene".

Tanti i temi toccati da Meloni nel corso del suo comizio. Dalla "lentezza" dell'Europa sul caro energia, alla necessità di "estrarre gas dall'Adriatico"; dalla "pacchia finita" per l'Ue con un governo Meloni, che "difenderà gli interessi nazionali italiani", al "governo dei migliori" che "ci ha lasciato un aumento del debito di 116 miliardi di euro". La leader FdI non ha risparmiato le critiche agli avversari, di cui critica la "campagna elettorale molto violenta", spesa "a cercare di costruire il mostro".

Quanto alle critiche alla classe dirigente di FdI, la risposta è tranchant: "In effetti la Azzolina non ce l'ho e neanche Toninelli e Di Maio. Mi dispiace, non avrete ministri così in un eventuale governo di Fratelli d'Italia, mi scuso in anticipo". Meloni ha chiuso il suo comizio, dopo 45 minuti, sulle note dell'Inno di Mameli.