Meloni 'ricorda' a Salvini: "In passato non abbiamo detto noi no a primarie"

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Le primarie accendono il dibattito nel centrodestra. Sono alcuni giorni che Matteo Salvini insiste sull'opportunità di scegliere i candidati alle prossime amministrative con 'consultazioni aperte'. Così da evitare veti incrociati e tira e molla senza fine. Una proposta che non poteva non trovare d'accordo Fratelli d'Italia, da sempre sponsor di questo strumento di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica al punto da inserirle nel proprio statuto.

Ieri è stato Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, tra i fondatori di Fratelli d'Italia, a ricordare alla Lega che ''da quando siamo nati abbiamo chiesto le primarie di coalizione...''. Un concetto ribadito oggi con forza da Giorgia Meloni, durante una conferenza stampa in via della Scrofa sulla riforma della giustizia: ''Noi le primarie ce l'abbiamo nello statuto, in passato non siamo stati noi a dire di no a questo tipo di consultazioni...''. Parole quest'ultime che i più hanno letto come un 'rimprovero' agli alleati (Lega e Forza Italia) che in tempi non lontani avevano accolto con freddezza l'idea di fare le primarie lanciata proprio da Fratelli d'Italia.

Raccontano, infatti, aprende l'Adnkronos, che dentro Fdi la 'tempistica' della proposta di Salvini avrebbe suscitato più di qualche malumore. All'improvviso la Lega scopre le primarie di coalizione, guarda caso proprio oggi che Fdi contende il primato del centrodestra a Salvini?, si chiedono non pochi parlamentari. E ancora: ma le primarie si faranno anche per le regionali, a cominciare dalla Lombardia? è l'interrogativo che si pongono altri.

L'argomento primarie non sembra, invece, scaldare più di tanto Forza Italia. Nessuno dei vertici azzurri, almeno ufficialmente, si è espresso sul tema, che non ha mai appassionato Silvio Berlusconi. In passato, il Cav ha sempre manifestato forte scetticismo nei confronti di uno strumento di consultazione popolare, usato soprattutto dalla sinistra e considerato in troppe occasioni estremamente manipolabile.

Secondo l'ex premier, le primarie non sarebbero in grado di esprimere il miglior candidato tra quelli in gara, meglio scegliere i nomi del centrodestra da schierare in campo, come sempre accaduto fino ad ora, attraverso gli accordi tra le forze politiche che compongono la coalizione. Serve un accordo tra partiti, in sostanza per Fi, a patto però, come insegna l'ultimo voto amministrativo, che non si perda tempo nella scelta del candidato e si parta in anticipo.

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