Meloni rompe tetto di cristallo, sarà prima donna premier in Italia

Elezioni in Italia

di Crispian Balmer

ROMA (Reuters) - Nel 2019, Giorgia Meloni ha pronunciato un discorso che l'ha definita. "Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana e questo non me lo potete togliere", ha detto ai sostenitori che la acclamavano.

Tre anni dopo, la leader di Fratelli d'Italia si appresta a diventare il primo primo ministro donna in Italia.

I risultati delle elezioni di ieri spingono la coalizione dei partiti di destra verso una netta maggioranza in entrambi i rami del Parlamento.

Alle ultime elezioni politiche del 2018, FdI aveva ottenuto solo il 4,3%.

In qualità di leader del primo partito vincente, Meloni otterrà quasi certamente l'incarico dal capo dello Stato per formare un nuovo governo, che si troverà ad affrontare diverse sfide, tra cui l'aumento dei prezzi dell'energia e la guerra in Ucraina.

"Ma quando questa notte sarà passata, dobbiamo ricordare che questo è un punto di partenza. È da domani che dobbiamo dimostrare il nostro valore", ha detto Meloni, 45 anni, ai sostenitori del partito questa mattina presto.

La rapida ascesa di Meloni è strettamente legata alla trasformazione di Fratelli d'Italia, uscito da una nicchia ed entrato nel mainstream senza mai rinnegare completamente le radici post-fasciste.

Amici e critici sostengono che l'impennata nei consensi sia in gran parte dovuta alla determinazione di Meloni, che ha vinto le prime elezioni locali a 21 anni ed è diventata il più giovane ministro italiano di sempre quando, a 31 anni, le è stato affidato l'incarico di ministra per la gioventù nel governo Berlusconi del 2008.

L'OMBRA DI MUSSOLINI

L'ascesa di Giorgia Meloni comincia nel quartiere popolare della Garbatella a Roma, dove viene cresciuta da una madre single a causa dell'abbandono della famiglia da parte del padre. Negli anni Meloni non ha fatto alcun tentativo di perdere il suo marcato accento romano.

Nell'autobiografia pubblicata nel 2021, "Io sono Giorgia", Meloni racconta di aver trovato una nuova famiglia all'età di 15 anni, quando si è unita all'organizzazione giovanile del Movimento sociale italiano (Msi), partito creato nel 1946 dai sostenitori di Benito Mussolini.

Laboriosa e piena di grinta, ha presto attirato l'attenzione dell'attivista del partito Fabio Rampelli, che ha organizzato corsi per formare quella che sperava sarebbe stata una nuova generazione di politici conservatori.

"L'idea che ho avuto è stata quella di immaginare una destra di governo che non avesse più nulla a che vedere con il ventennio, con gli anni Trenta diciamo così", ha detto Rampelli, che oggi è vicepresidente della Camera.

"Meloni era bionda, con gli occhi azzurri, piccina, scanzonata e spiritosa. Molto concreta e non ideologica. Aveva tutte le caratteristiche per far fare un salto di livello alla destra italiana".

FIAMME E ANGELI

A metà degli anni Novanta, il Msi venne sciolto e gran parte degli iscritti confluirono nel nuovo partito Alleanza Nazionale, che poi si fuse con Forza Italia per dare vita al Popolo della Libertà (PdL) guidato dall'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Nella sua più grande scommessa politica, nel 2012 Meloni e un contingente di ex-An abbandonarono il Pdl e fondarono Fratelli d'Italia.

Il nuovo partito ha mantenuto la fiamma tricolore, un richiamo al simbolo del Msi, e i media italiani pubblicano ogni tanto fotografie che mostrano cimeli fascisti negli uffici di alcuni esponenti locali di Fratelli d'Italia.

Non ci sono cimeli nostalgici di questo tipo nell'ufficio di Meloni. Ci sono invece statuette di angeli, foto della figlia di 5 anni, set di scacchi, una fotografia di Papa Giovanni Paolo con Madre Teresa e barattoli di penne colorate che usa per prendere appunti meticolosi.

In un'intervista rilasciata a Reuters il mese scorso, Meloni ha respinto l'idea che il suo partito sia nostalgico dell'epoca fascista. Prende le distanze da un video emerso questo mese che la ritrae da adolescente mentre parla in francese e loda Mussolini, definendolo un "buon politico".

"Ovviamente ora ho un'opinione diversa", ha detto, senza approfondire.

Meloni paragona il suo partito al Partito Repubblicano statunitense e al Partito Conservatore britannico. Il patriottismo e i valori tradizionali della famiglia sono esaltati, mentre sono criticati il politicamente corretto e le élite globali.

"Sì alle famiglie naturali, no alla lobby LGBT, sì all'identità sessuale, no all'ideologia di genere, sì alla cultura della vita, no all'abisso della morte", ha detto Meloni a giugno in un discorso ai sostenitori del partito di destra spagnolo Vox.

"No alla violenza dell'Islam, sì a frontiere più sicure, no all'immigrazione di massa, sì al lavoro per la nostra gente, no alla grande finanza internazionale", aveva continuato, parlando in spagnolo, alzando progressivamente la voce.

"SOTTOVALUTATA"

Secondo i sondaggisti, il segreto del suo successo è l'apparente rifiuto di scendere a compromessi e la fermezza del suo messaggio.

Mentre l' anno scorso i suoi alleati Matteo Salvini e Silvio Berlusconi hanno unito le forze con il centro-sinistra per formare un governo di unità sotto la guida di Mario Draghi, Meloni ha rifiutato, affermando che la nomina di un ex banchiere centrale non eletto fosse antidemocratica.

In questo modo Fratelli d'Italia è rimasto il solo tra i maggiori partiti italiani a rimanere all'opposizione consentendo a Meloni di prendere le distanze dalle più impopolari decisioni prese durante l'emergenza Covid.

Meloni è stata cauta in vista delle elezioni, esortando i suoi alleati a non prendere impegni che non possono essere mantenuti e promettendo di essere una mano sicura nella gestione dei fragili conti pubblici italiani.

Ha rassicurato l'establishment italiano, lanciando un messaggio fortemente filo-occidentale, promettendo di aumentare la spesa per la difesa e impegnandosi a tenere testa a Russia e Cina.

"Non sarà la solita Italia 'spaghetti e mandolino' che non si presenta quando la storia lo richiede", ha detto Meloni.

La postura "muscolare" ha attirato inevitabilmente sulla stampa italiana il paragone tra la Meloni e l'ex primo ministro britannico Margaret Thatcher.

La leader italiana ha giocato su questo aspetto, affermando che una delle sue principali ispirazioni è il filosofo inglese Roger Scruton, che ha dato vigore intellettuale al thatcherismo in Gran Bretagna.

Proprio come la Thatcher, 43 anni fa, sarà la prima donna a ottenere la carica di primo ministro del suo paese. Ma non si sofferma su questo aspetto.

È contraria alle quote di genere per aumentare la presenza femminile in parlamento o nei consigli di amministrazione, sostenendo che le donne devono arrivare ai vertici grazie al merito. Tuttavia, afferma che essere una donna ha i suoi vantaggi in un paese maschilista come l'Italia.

"Quando sei una donna sei spesso sottovalutata, ma questo può aiutarti", ha detto.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Stefano Bernabei)