Meloni: "Sorprenderò i prevenuti, mai avuto afflato per fascismo"

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"Come alcuni sanno già, ho cominciato a 'fare politica' a 15 anni, sull’onda emotiva della rivolta popolare contro le stragi di mafia del ‘92 . Dopo qualche anno, nell’ estate 1996, si sarebbe chiuso il capitolo del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile che aveva raccolto il testimone dalla Giovane Italia nel 1971. Di lì a breve, parallelamente al passaggio dal Msi ad An, sarebbe nata Azione Giovani, terzo capitolo di questa storia politica. E del nuovo movimento sarei stata militante, dirigente e presidente per molti anni". Lo ricorda Giorgia Meloni, presidente Fdi, nella prefazione al libro di Adalberto Baldoni e Alessandro Amorese “I ragazzi del ciclostile- La Giovane Italia, un movimento studentesco contro il sistema” (Eclettica Edizioni), dedicato all'associazione degli studenti medi che, negli anni Cinquanta e Sessanta, aderivano ai valori della destra italiana.

"Sorprenderà qualcuno, magari tra i più prevenuti nei miei confronti, ma non ho mai provato alcun afflato per il fascismo. Mentre sento di averlo sempre avuto forte per i reietti, gli sconfitti. Per quelli che hanno mantenuto la propria coerenza, anche quando avevano tutto da perdere. E certamente ho sempre riconosciuto una comunanza di ideali con i giovani che scelsero la parte destra del campo nel dopoguerra italiano. Soprattutto per coloro che pagarono con la vita tale scelta".

"Sarò sempre riconoscente -prosegue- a questa esperienza di vita e politica. Anche se mi ha tolto molto, lo riconosco. Probabilmente non ho avuto la stessa spensieratezza di molti miei coetanei. Ma fa niente. E’ stato un viaggio estremamente formativo, che malgrado l’asprezza di contrapposizioni anche violente, mi ha aiutato a riconoscere nell’altro da me un ragazzo o una ragazza di cui avere grande rispetto. Indipendentemente dal colore politico".

"Da allora, come Gramsci, ho cominciato a diffidare degli “Indifferenti”. Non ad odiarli, come lui. Ma a sentirne la distanza. Mentre ancora oggi provo affetto per gli 'altri' giovani. Diversi da me per idee, parole e formazione. Eppure accomunati dalla mia stessa sete di giustizia, di bellezza".

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