Meloni vede al-Sisi, disgelo su gas e migranti non su Regeni

Image from askanews web site
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Sharm el-Sheik, 7 nov. (askanews) - Il riassunto della giornata sta in una fotografia: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi seduti insieme per un bilaterale che potrebbe ufficializzare il 'disgelo' (nei fatti già in atto da tempo) tra Roma e Il Cairo.

E' stato questo il più importante di una girandola di incontri per la presidente del Consiglio, che alla Cop27 di Sharm el-Sheik ha debuttato nel primo summit internazionale. Il più importante per la sua delicatezza: dalla morte di Giulio Regeni, ucciso al Cairo nel febbraio 2016, tra Italia ed Egitto c'è stato un lungo braccio di ferro per chiedere (senza successo) collaborazione per far luce sull'omicidio del giovane ricercatore italiano. Le relazioni, dopo l'iniziale rottura, sono gradualmente riprese, sia dal punto di vista economico che diplomatico, ma ormai da due anni non si teneva un faccia a faccia tra un premier italiano e il leader egiziano: l'ultimo era stato quello con Giuseppe Conte, nel gennaio 2020. Il primo contatto tra Meloni e al-Sisi c'è stato questa mattina, con una stretta di mano all'arrivo della premier al summit. I due si sono poi visti nel primo pomeriggio, a margine dei lavori, per un colloquio la cui lunghezza (oltre un'ora) ne descrive già la rilevanza per entrambe le parti. Nel corso del confronto hanno parlato in primo luogo di approvvigionamento energetico. L'Egitto può avere un ruolo importante per l'Italia e per l'Europa, con la capacità di incrementare la quota venduta di gas naturale liquefatto (Gnl).

Altri temi sono stati le fonti rinnovabili, la crisi climatica ma anche l'immigrazione. Meloni, ha fatto filtrare Palazzo Chigi, ha anche sollevato "il tema del rispetto dei diritti umani" e sottolineato "la forte attenzione dell'Italia sui casi di Giulio Regeni e Patrick Zaki". Ma a dispetto della volontà di "collaborazione" ribadita anche oggi, come in passato, dal Cairo, non sembra che ci siano stati passi avanti significativi.

L'incontro con al-Sisi è stato preceduto e seguito da altri bilaterali. Arrivata nella sede del summit e fatta la tradizionale "foto di famiglia", Meloni ha visto il premier etiope Abiy Ahmed (con cui ha discusso delle opportunità di rafforzamento dei legami economici soprattutto in campo energetico) e il presidente israeliano Isaac Herzog, con il quale ha condiviso una "forte assonanza sulla difesa dei valori comuni a partire dalla lotta all'antisemitismo". Un incontro tra 'debuttanti' è stato quello con il nuovo primo ministro britannnico Rishi Sunak: i due hanno, tra l'altro, ribadito l'esigenza di una "risposta unitaria" all'aggressione russa all'Ucraina.

Dopo una visita al 'Padiglione Italia', Meloni ha avuto un confronto sulle "principali sfide globali" con il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, a cui ha confermato il "pieno sostegno" italiano alla mediazione in Libia. Un argomento 'caldo' per l'Italia, anche sul fronte dell'immigrazione. Meloni ha quindi avuto modo di ribadire il "solido rapporto" con il presidente dell'Algeria Abdelmadjid Tebboune, uno dei principali partner italiani per l'approvvigionamento di gas.

Primo confronto di persona, dopo la telefonata dello scorso 28 ottobre, anche con il cancelliere tedesco Olaf Scholz. Un colloquio "cordiale", sul tavolo i principali temi europei, a partire dalla guerra in Ucraina e dalla crisi energetica. Ma un focus è stato fatto anche sulla gestione dei flussi migratori, tema che è anche causa di tensione tra Roma e Berlino per la nave battente bandiera tedesca Humanity 1, della Ong Humanity Sos, con a bordo 179 migranti naufraghi. Il governo chiede che siano accolti dal Paese di appartenenza della nave, la Germania al momento ha detto di no.

In serata, dopo essere intervenuta nella sessione plenaria, Meloni ripartirà per Roma dove la attende il lavoro sul nuovo decreto bollette da 9,5 miliardi (che potrebbe arrivare in settimana) e sulla legge di bilancio. Già mercoledì, a Palazzo Chigi, sono attesi i sindacati per un primo confronto.