Meloni vola a Bruxelles: "La voce dell'Italia in Europa sarà forte"

Francesco Fotia / Agf

AGI - Oggi sarà a Bruxelles per incontrare i vertici delle istituzioni europee e nel ricordarlo su Twitter Giorgia Meloni rivendica che "la voce dell'Italia in Europa sarà forte". Il presidente del Consiglio ribadisce che "siamo pronti ad affrontare le grandi questioni, a partire dalla crisi energetica, collaborando - assicura - per una soluzione a sostegno di famiglie e imprese e per frenare la speculazione".

La prima missione internazionale di Giorgia Meloni presidente del Consiglio è in sostanza una presa di contatto con i vertici Ue: la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, poi la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e poi il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel.

Oggi a Bruxelles per incontrare vertici istituzioni europee. La voce dell'Italia in Europa sarà forte: siamo pronti ad affrontare le grandi questioni, a partire dalla crisi energetica, collaborando per una soluzione a sostegno di famiglie e imprese e per frenare la speculazione. pic.twitter.com/FZngSeeOEX

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) November 3, 2022

Attenzione e rispetto, voglia di confronto ma anche di portare all'attenzione dei vertici Ue quanto era stato già esplicitato in una sede altrettanto formale, l'intervento per la fiducia. Questo lo spirito con cui il presidente del Consiglio prepara la missione intensiva a Bruxelles.

Un'occasione per conoscersi ufficialmente, al di là della narrazioni e delle campagne elettorali, e per mostrare lo 'standing' di un Paese che si propone appunto di stare "a testa alta" nelle istituzioni comunitarie e di non dovere quindi avere timore di segnalare che dall'Europa attende risposte piu' efficaci alle crisi che gli Stati membri, singolarmente e insieme, devono fronteggiare.

Buon lavoro a tutti i Sottosegretari del Governo pic.twitter.com/9UT8W61hzT

— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) November 2, 2022

Una posizione senza subalternità né complessi di inferiorità: "La mia idea di Europa è quella di un'Europa confederale in cui viga il principio di sussidiarietà. Non faccia Bruxelles quello che può fare meglio Roma, non agisca Roma lì dove, da soli, non si è competitivi. Definirci atlantisti, ma non europeisti mi pare francamente un'idiozia. Oggi tutto è estremamente ideologico".

Meloni lo ha fatto mettere nero su bianco nel nuovo libro di Bruno Vespa. "Il federalismo europeo accentra, mentre il federalismo nazionale decentra. Che senso ha? Vogliamo dire che il Superstato europeo non ha funzionato? In Europa, gran parte del potere decisionale è in mano alla Commissione, che viene indicata dai governi, ma nel nostro ordinamento la sovranità è del popolo che la esercita attraverso il Parlamento". Anche questo fa da scenario al confronto sui dossier.