Meme di Hitler contro il capo, licenziato e poi reintegrato

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Un operaio della raffineria di petrolio BP, nell'Australia occidentale, licenziato per aver fatto una parodia sui suoi titolari usando il meme di Hitler, è stato reintegrato. Per la Fair Work Commission, il tribunale australiano per le relazioni sul lavoro, era irragionevole pensare il lavoratore volesse paragonare i suoi datori di lavoro ai nazisti.

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L'operaio della raffineria era stato lasciato a casa dopo che i suoi responsabili si erano sentiti attaccati dal meme ispirato alla scena del film “Downfall” del 2004 di Oliver Hirschbiegel sugli ultimi giorni di Hitler e della Germania nazista. Si tratta di una scena spesso utilizzata per fare parodie e lo stesso dipendente ha pensato di sfruttarla per rappresentare i suoi capi durante una difficile trattativa salariale.

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A settembre l’uomo ha impugnato il licenziamento, ma ha perso dopo che la vicepresidente della commissione Melanie Binet si era schierata con BP nel ritenere che il video fosse "inappropriato e offensivo". La commissione, però, ha ribaltato la decisione in appello in quella che è stata definita dall'Australian Workers Union, il sindacato dei lavoratori, come una vittoria per "i diritti dei dipendenti nell'era digitale".

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"È evidente che il video non paragona la gestione della BP a Hitler o ai nazisti, nel senso di affermare o suggerire che la loro condotta o comportamento fosse in qualche modo comparabile nella loro disumanità o criminalità", ha affermato la sentenza riportata dal The Guardian, "Ciò che fa è confrontare, per scopi satirici, la posizione che BP aveva raggiunto nel processo di contrattazione delle imprese a settembre 2018 con la situazione di Hitler e del regime nazista nell'aprile 1945".