Memoria, uno studio dimostra che i nostri ricordi sono in competizione tra loro

I nostri ricordi sono in concorrenza tra di loro. Lo dimostra uno studio dei ricercatori della Birmingham University e della divisione MRC Cognition and Brain Sciences di Cambridge, che sono giunti a questa conclusione isolando il meccanismo adattivo della memoria.

Al contrario di quanto di solito si immagina, la memoria non funziona come un supporto fisico sul quale vengono scritte delle informazioni, una specie di deposito, ma costituisce un processo dinamico che seleziona a monte le informazioni da eliminare, ne archivia altre e lascia che altre ancora possano rafforzarsi oppure venire meno.

Le due teorie più diffuse sul funzionamento della memoria vogliono, da una parte, che i vecchi ricordi siano scalzati da quelli nuovi, che si sovrapporrebbero ad essi senza cancellarli e, dall’altra, invece, che alcuni ricordi privi di particolare importanza si indeboliscano progressivamente fino a scomparire.

Ora lo studio in questione dimostra la validità della seconda ipotesi. Utilizzando la risonanza magnetica funzionale gli scienziati hanno fotografato le aree cerebrali di 24 partecipanti monitorati mentre veniva chiesto loro di ricordare alcune informazioni. È stato così possibile osservare il meccanismo attraverso il quale, nel momento in cui veniva richiamato un ricordo, si attivava la soppressione dei meccanismi corticali che presiedono ricordi concorrenti.

Dati che i ricercatori interpretano ritenendo che dimentichiamo le informazioni che interferiscono con il recupero di un altro ricordo. Come se la nostra mente necessitasse di fare nuovo spazio rimuovendo ricordi che potrebbero confondere i meccanismi di archiviazione e recupero di altri. I ricordi, insomma, si danno il cambio.

VIDEO - Ricerca: musica 'dolce' durante sonno migliora memoria al mattino