Mense francescane: in anno pandemia 500mila pasti a poveri (+40%)

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 26 mar. (askanews) - Le lunghe file ordinate davanti alle mense dei poveri in attesa di un pasto caldo sono una delle immagini più drammatiche della crisi sociale ed economica che ha accompagnato questa pandemia. I numeri di questo fenomeno forniti dalle 14 mense francescane sostenute dal progetto solidale dell'Antoniano "Operazione Pane" raccontano in modo rigoroso queste nuove povertà: 500mila pasti distribuiti in un anno, oltre il 40% in più rispetto ad un anno ordinario. In Lombardia, dall'inizio della pandemia le mense francescane del progetto Operazione Pane hanno distribuito ai più fragili oltre 120mila pasti (68mila a Milano; 37mila a Pavia; 9mila a Monza; 6mila a Voghera).

"L'emergenza Covid-19, oltre a generare una drammatica crisi sanitaria, sta indebolendo fortemente anche il tessuto sociale, peggiorando la condizione dei più fragili e mettendo in difficoltà tante famiglie che prima di questa pandemia vivevano una vita serena - sottolinea il direttore dell'Antoniano frate Giampaolo Cavalli - Dal nostro osservatorio notiamo un'importante crescita delle persone e delle famiglie che hanno bisogno di aiuto: i nostri volontari ci segnalano, tra i nuovi ospiti delle mense francescane, tante persone che hanno perso il lavoro in seguito all'emergenza e che spesso fanno anche fatica a chiedere aiuto perché provano quasi vergogna per la loro nuova condizione e intere famiglie, spesso con bambini piccoli, che a causa della pandemia si sono trovate in difficoltà". "Le persone che hanno bisogno di aiuto - aggiunge - non possono essere lasciate sole, soprattutto in questa situazione così difficile. Operazione Pane tiene unite le mense francescane e ci aiuta a non dimenticare nessuno: a mettere in tavola un pasto caldo per tutti e a fare in modo che le nostre porte restino sempre aperte in sicurezza, nonostante le grandi difficoltà del momento".

Le realtà francescane italiane sostenute dal progetto "Operazione Pane", di cui beneficia anche una realtà francescana in Siria, si trovano a Roma, Palermo, Catanzaro, La Spezia, Torino, Verona, Bologna, Pavia, Monza, Milano, Lonigo, Voghera e Baccanello. In questi mesi di emergenza si sono tutte tempestivamente riorganizzate per continuare a restare accanto ai più fragili nel pieno rispetto delle disposizioni delle autorità per il contenimento dell'emergenza sanitaria, attivando la distribuzione di kit alimentari all'aperto, organizzando colloqui "a distanza" per raccogliere le richieste di aiuto dei più fragili e distribuendo pacchi alimentari a domicilio. Attualmente le 14 realtà francescane distribuiscono quasi 36mila pasti ogni mese, circa 1.200 al giorno.

In occasione delle festività pasquali Le mense francescane si preparano alla Santa Pasqua, i frati e i volontari delle mense francescane resteranno accanto a chi ha bisogno di aiuto, garantendo a tutti un pasto caldo e confezionando dei piccoli regali per gli ospiti, come colombe, dolci speciali e uova di Pasqua. In Lombardia, in particolare, la mensa Santa Maria delle Grazie di Monza ha distribuito colombe e uova di cioccolata alle famiglie con bambini e kit per l'igiene personale ai singoli. Anche le famiglie seguite dal Santuario di Santa Maria delle Grazie di Voghera e dalla Mensa dei poveri di Pavia riceveranno per Pasqua colombe e uova di cioccolata. I papà accolti dal Convento Francescano di Baccanello potranno invece partecipare, in totale sicurezza, al tradizionale pranzo di Pasqua insieme ai frati e riceveranno ognuno una colomba.

«Tra i tanti auguri che ricevo a Pasqua - conclude frate Giampaolo Cavalli - una persona mi ha fatto un augurio che mi ha colpito tanto: 'Abbi sempre occhi belli per vedere la vita, la Resurrezione per riuscire a scorgerla ogni giorno'. Questo è vero, bisogna avere occhi per vedere la Resurrezione, ogni giorno, insieme. Soprattutto in questi mesi segnati dal Coronavirus, dove facciamo tanta fatica: medici e infermieri con il volto segnato dalle mascherine e devastato dalla stanchezza; città vuote; file sempre più lunghe davanti alle mense dei poveri; occhi tristi di tanti ospiti inabituali in queste file. In tutto questo c'è un futuro che prende forma, certamente il vaccino, ma soprattutto l'infaticabile disponibilità del personale sanitario, di tantissimi giovani mai stanchi di mettere a disposizione il loro tempo; la tenacia di tantissimi a inventare possibilità di incontro, di sostegno, di cura dell'altro".