Mercati in ansia dopo attacco Usa in Siria: vola l’oro, petrolio riprende la corsa

Borse di tutto il mondo con il fiato sospeso dopo l’attacco statunitense in Siria. Le preoccupazioni per le ripercussioni sulle forniture dal Medio Oriente e sulle reazioni di Russia e Iran fanno risalire il mercato petrolifero. Le quotazioni del petrolio sono ai massimi da 4 settimane.

Volano i cosiddetti ‘beni rifugio’, oro e bond. Le borse europee hanno aperto in calo, così come hanno chiuso i mercati asiatici, ad eccezione di Tokyo. Resta attorno alla parità solo Londra.

“Per quanto riguarda la questione degli attacchi aerei in Siria, quello che preoccupa maggiormente è la credibilità del presidente degli Stati Uniti – spiega Oliver Roth, analista della Oddo Seydler Bank – Fino a ieri gli Stati Uniti andavano dicendo che Assad fosse un male necessario, ora dicono che è il diavolo a causa del sospetto che abbia lanciato un attacco chimico sul suo stesso popolo. È tempo di un po’ di coerenza politica e di stabilità e al momento Donald Trump non le sta garantendo. E ne vediamo l’impatto sul mercato azionario”.

In Europa – a metà giornata – il solo comparto in positivo era quello dell’energia. In rosso il lusso.

Per quanto riguarda i cambi, brutta giornata per il rublo che registra il peggiore calo dell’ultimo mese rispetto al dollaro.

Gli occhi degli investitori sono puntati anche sull’incontro tra il Presidente cinese Xi Jinping e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dopo mesi di accuse da parte di Washington di manipolare i cambi.

Petrolio su a 52,34 dollari al barile dopo il raid Usa in Siria https://t.co/qfV8gsnAx2 pic.twitter.com/EuyD59oaAa— IlSole24ORE (@sole24ore) April 7, 2017

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