I mercati finanziari riaprono con il timore del coronavirus

alessandro galiani

L'effetto coronavirus pesa sui mercati globali, sui quali lunedì si aggiungerà una nuova incognita: la riapertura della Borsa di Shanghai, chiusa dal 23 gennaio per il Capodanno cinese.

Le autorità di Pechino in molte province, comprese quelle di Shanghai e Guangdong, hanno esteso le festività del Capodanno fino al 9 febbraio, proprio per evitare che l'epidemia possa trarre alimento dalla riapertura degli uffici. Questo, secondo gli esperti, potrebbe limitare gli scambi finanziari in Cina.

Difficile comunque prevedere come si comporteranno i listini del Dragone. Lo scorso maggio, dopo la riapertura durante una fase molto negativa della guerra commerciale, il listino di Shanghai perse il 6%. Il regolamento della Borsa cinese prevede l'interruzione delle quotazioni in caso di una discesa superiore al 10%. Anche le altre Borse difficilmente sfuggiranno all'impatto dell'emergenza Cina.

Le piazze finanziarie continuano a chiudere in rosso

Venerdì Wall Street e le piazze finanziarie europee hanno chiuso in rosso, con Milano che ha ceduto il 2,29%, dopo che il Consiglio dei ministri ha decretato lo stato d'emergenza per sei mesi. Intanto in Cina il bilancio dei morti per il coronavirus è salito a 259 unità e i contagiati hanno superato quota 11.000 e l'Oms ha decretato lo stato di emergenza a livello globale.

Numerosi anche i casi in Europa, mentre in Italia quelli accertati sono finora solo 2. Da tenere d'occhio lunedì anche lo yuan, che giovedì scorso è tornato a sfondare quota 7 sul dollaro.

La settimana prossima, coronavirus a parte, i mercati saranno meno indaffarati che nei sette giorni appena trascorsi, che hanno visto l'addio del Regno Unito dall'Unione europee e le riunioni di Fed e Boe.

Tuttavia non mancheranno appuntamenti importanti, in particolare nella giornata di venerdì 7 febbraio, in cui usciranno i dati sulla bilancia commerciale cinese, quelli sull'occupazione Usa a gennaio e dalla Germania arriveranno le cifre sulla produzione industriale e sulla bilancia commerciale a dicembre. Da non perdere lunedì il pmi manifatturiero dell'Eurozona, il giorno seguente il pmi cinese sui servizi (indice Caixin) e giovedì gli ordini all'industria in Germania a dicembre.