Il coronavirus è peggio di Lehman Brothers. A Wall Street il maggior calo dal 1987

Alessandro Galiani

I mercati calano a picco come nemmeno ai tempi della crisi dei mutui innescata dal crac di Lehman Brothers. E il motivo è che agli investitori le mosse della Fed non bastano più, cioè non credono più che gli stimoli monetari delle banche centrali bastino a impedire una recessione legata all'impatto della pandemia da coronavirus.

Wall Street incassa la peggiore perdita dal 1987, le Borse europee chiudono in profondo rosso e il prezzo del petrolio crolla sotto i 30 dollari al barile, mentre quello del rame, il terzo metallo più importante del mondo, scende ai minimi da 40 mesi.

A New York il Dow Jones ha ceduto il 12,94% a 20.186 punti, l'S&P 500 il 12,26% a 2.382 punti e il Nasdaq il 12,32% a 7.422 punti, record negativo assoluto. Per il listino statunitense si tratta della peggior seduta in termini percentuali dal lunedì nero del 1987, quando lasciò sul terreno il 22,%. In termini di punti assoluti è invece la sessione più nera di sempre

Ieri, a sorpresa, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di un punto percentuale, portandoli quasi a zero (in un range compreso tra 0 e 0,25%) e ha annunciato l'acquisto di bond per 700 miliardi di dollari per contrastare l'impatto sull'economia del coronavirus. Ai mercati le mosse della Fed non sono bastate, le hanno date per scontate e ora guardano all'andamento della pandemia, cioè per regolarsi contano i morti e i contagiati, ascoltano il bollettino sanitario e su quello fondano i propri convincimenti.

Intanto L'Europa è percepita come l'epicentro della pandemia globale e Francia e Spagna hanno iniziato ad introdurre drastiche misure di contenimento e lockdown come quelle dell'Italia. Tutto questo si ripercuote sui mercati con Parigi che perde il 5,75%, Francoforte il 5,26%, Milano il 6,12%, Londra il 4,13% e Madrid 7,9%.

Affonda anche il prezzo del petrolio con il Wti e il Brent che scendono entrambi sotto i 30 dollari al barile. Sul fronte valutario l'euro resta sopra 1,11 dollari, mentre il biglietto verde perde nettamente sullo yen sotto quota 106.