Mercato flop, difesa nulla e Zidane in bilico: la crisi è Real, così l'Inter spera

Federico Albrizio
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Un'altra sconfitta a certificare quello che ormai è sotto gli occhi di tutti: il Real Madrid è in crisi. La stagione corrente è forse una delle più delicate e complicate per le merengues, con il rischio di diventare storica perché mai negli ultimi ventitré anni il Real è stato eliminato ai gironi di Champions League, un rischio ora più concreto e che alimenta le voci che vogliono la rosa a disposizione di Zinedine Zidane come una delle peggiori (se non la peggiore in assoluto) avute dal club madrileno negli ultimi vent'anni, al netto di assenze importanti come quelle di Ramos, Carvajal e Valverde. E in effetti, la crisi dei blancos è su tutti i livelli.

DIFESA NULLA - Il reparto a subire le critiche più feroci è indubbiamente la difesa, perforabile e spesso nulla davanti a un Courtois che fa quello che può. Certo, gli infortuni di due pezzi di qualità ed esperienza come Dani Carvajal e Sergio Ramos sono fortemente penalizzanti, ma trovare alibi ai numeri della retroguardia merengue è un gioco che neanche a Madrid si azzardano a fare: da ottobre a oggi solo due volte la porta è rimasta inviolata (con il Levante in campionato, con l'Inter a San Siro), 19 le reti concesse in 12 partite tra Liga e Champions. E proprio limitando alla competizione europea, il dato allarma ancora di più: 9 gol in 5 gare, quasi due di media a partita, dati che fanno sperare l'Inter per la corsa a un'insperata qualificazione agli ottavi nonostante le due sconfitte nello scontro diretto con i blancos, che da parte loro vivono l'ultima giornata in una forbice che va dal primo posto del gruppo B alla possibilità di chiudere addirittura ultimi e fuori anche dall'Europa League. E' il fallimento di Raphael Varane, che nonostante un palmares invidiabile si sta dimostrando debole dal punto di vista della personalità senza un leader come Ramos, Carvajal e Marcelo, è il fallimento di un acquisto da 50 milioni come Eder Militao, scarsamente impiegato e quasi deleterio quando chiamato in causa.

MERCATO BOCCIATO - Con la difesa, sotto accusa finisce proprio il mercato del Real degli ultimi anni. Nel dettaglio per il 2020/21 non convincono i mancati acquisti, di fatto solo il ritorno di Odegaard come nuovo innesto, e ancor meno lo fanno le cessioni: i problemi Bale e James Rodriguez liberati solo in prestito come i giovani Brahim Diaz, Reinier e Kubo, mentre sono rimasti sul groppone giocatori come Jovic e Mariano Diaz. Ceduti invece a titolo definitivo Hakimi e Reguilon che avrebbero potuto svoltare le corsie difensive con Theo Hernandez, passato al Milan la scorsa estate. Anche perché chi ha preso il loro posto si sta rivelando ben al di sotto delle e aspettative, Odriozola e Mendy: 78 milioni di euro in due (il primo arrivato nel 2018, il secondo nel 2019), uno piegato dagli infortuni e non rivalutato neanche dal prestito al Bayern, l'altro a corrente alternata con tante ombre e poche luci. E guardando dal centrocampo in su, la situazione non migliora: senza considerare i 115 milioni versati al Chelsea per Hazard, alle prese con infortuni su infortuni dal suo arrivo a Madrid, i 63 milioni per Jovic e i 21,5 per Mariano Diaz sono una ferita ancora aperta per i tifosi: nessuno dei due è stato in grado di garantire un'alternativa concreta a Benzema, nessuno dei due ha facilitato la partenza in estate e vincolato così le scelte offensive delle merengues. Restano poi le incognite relative ai giovani Vinicius Jr e Rodrygo, costati 45 milioni a testa: sul primo aleggia da tempo il sospetto di rivelarsi un flop, il secondo ha mostrato qualcosa di più provando ad accendere la luce (come in occasione del gol vittoria sull'Inter all'andata) nei pochi sprazzi concessigli da Zidane.

ZIDANE IN BILICO - E proprio Zizou è sempre più sulla graticola. Aver vinto tre Champions League, due Supercoppe europee, due Mondiali per Club, due Supercoppe di Spagna e due volte la Liga (ultima quella della scorsa stagione) non mette al riparo il tecnico francese, nel mirino della critica per i risultati e deludenti e per la gestione di diverse situazioni interne al club, fra cui anche un Isco finito ai margini (contro lo Shakhtar ieri i primi minuti in questa Champions). Il Real si prende del tempo per valutare, nel Consiglio d'amministrazione previsto in serata non è all'ordine del giorno l'argomento (si vota l'approvazione del budget), ma una sconfitta nel prossimo turno con il Siviglia o soprattutto un'eliminazione ai gironi di Champions aggraverebbero una situazione già complicata (Real quarto in classifica dopo due sconfitte e un pareggio nelle ultime tre) e chiamerebbero provvedimenti immediati, con Zidane candidato come prima 'vittima'. E qui il mondo blanco si divide: chi invoca una netta rivoluzione con il vecchio pallino Mauricio Pochettino, chi invece vede in Raul un nuovo Zidane su cui puntare visto il suo rapporto unico con il mondo madridista. A Valdebebas c'è aria di crisi, il Real è in grande difficoltà e guarda con grande timore all'ultima giornata di Champions con il Borussia Monchengladbach: una crisi che fa sperare lo Shahktar e, soprattutto, l'Inter.

@Albri_Fede90