Mercatone Uno irrompe sul silenzio elettorale

Giulia Belardelli

La vita reale, con 1800 persone che apprendono di aver perso il lavoro via Facebook, irrompe sul silenzio elettorale con la violenza di un pugno. Prima i fatti: la Shernon Holding, società che gestisce i 55 negozi Mercatone Uno, è stata dichiarata fallita. Una doccia fredda per i dipendenti che stamattina hanno trovato le serrande abbassate, senza aver ricevuto nessuna comunicazione formale da parte dell’azienda.

Il caso diventa subito politico. Il primo a intervenire è il vicepremier Matteo Salvini. “Mi impegnerò personalmente incontrando sindacati, lavoratori, fornitori e proprietà”, promette il leader leghista. “Non si possono lasciare dipendenti a casa senza rispettare gli impegni presi”. Nessuna remora a inquadrare il fatto in termini elettorali: “Anche su questo la nuova Europa che nascerà domani dovrà essere più forte nel difendere il lavoro”, dice Salvini.

Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio arriva in ritardo, quando le agenzie hanno già battuto le parole di Salvini e le critiche delle opposizioni. “Da ministro del Lavoro non posso che essere preoccupato per la notizia della chiusura dei punti vendita Mercatone Uno in tutta Italia a causa del fallimento della Shernon Holding Srl”, scrive su Facebook Di Maio, che annuncia di aver anticipato a lunedì 27 il tavolo sulla vertenza al ministero. Tavolo, assicura il ministro, “che servirà prima di tutto a salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti di Mercatone Uno, ma anche a fare chiarezza sulla responsabilità della proprietà nella loro gestione”.

 

 

Si fa sentire il Pd, con il segretario Nicola Zingaretti che promette di non lasciar soli i lavoratori e twitta: ”È una vergogna, una crisi aziendale non può essere gestita in questo modo. Solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie. La vita vera demolisce la politica del governo fatta solo di tweet. Non vi lasceremo soli”.

 

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