Meritocrazia Italia: 'esaltazione merito non sia strumento per raccolta consenso mediatico'

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"Un anno di vanto nazionale. Un anno di successi. Dopo il trionfo italiano all’Eurovision Song Contest, dopo le medaglie conquistate alle Olimpiadi e alla Paralimpiadi di Tokyo2020, dopo la vittoria degli europei di calcio, di pallavolo maschile e femminile e di football americano, dopo il Premio Nobel per la Fisica, e i tantissimi altri traguardi segnati a livello internazionale, è la volta dei grandi Concorsi internazionali musicali". Così Meritocrazia Italia in una nota dove rileva che "poco rumore ha fatto il recente riconoscimento del talento di Giuseppe Gibboni, che, a soli 20 anni, è risultato il migliore tra i 102 concorrenti in gara provenienti da tutto il mondo. Dopo 24 anni e per la terza volta nella storia l’Italia torna a distinguersi anche in questo campo. La notizia non ha colorato le prime pagine dei giornali. Nessuna eco mediatica. Nessuna cerimonia celebrativa dinanzi alle Istituzioni".

"Sembra che la ribalta - rimarca Meritocrazia Italia - spetti soltanto a ciò che è nazionalpopolare, che consente di catturare facilmente l’attenzione delle masse e di raccogliere larga audience. Accade spesso che l’esaltazione del Merito sia asservita a interessi diversi da quelli della promozione di modelli virtuosi".

Meritocrazia Italia, "nel congratularsi con tutti coloro che restituiscono lustro a un’identità nazionale fatta di sacrificio, studio e dedizione, invoca un ritorno alla trasparenza e alla completezza comunicativa, all’onestà del pensiero e a una stampa rivolta non ad assecondare le tendenze del momento ma a farsi promotrice della Cultura del Merito, per riportare luce nel buio del disfattismo e della disillusione e per diffondere la consapevolezza del potere dell’impegno individuale".

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