Merkel e Macron ritrovano l'amico cinese. Sgarbo a Biden

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epa07464284 French President Emmanuel Macron, (C), Chinese President Xi Jinping (L) and German Chancellor Angela Merkel (R) hold a press conference at the Elysee presidential palace in Paris, France, 26 March 2019. Xi Jinping is meeting with the leaders of France, Germany and the European Commission, as European countries seek to boost relations with China while also putting pressure over its trade practices.  EPA/Thibault Camus / POOL  MAXPPP OUT (Photo: Thibault CamusEPA)
epa07464284 French President Emmanuel Macron, (C), Chinese President Xi Jinping (L) and German Chancellor Angela Merkel (R) hold a press conference at the Elysee presidential palace in Paris, France, 26 March 2019. Xi Jinping is meeting with the leaders of France, Germany and the European Commission, as European countries seek to boost relations with China while also putting pressure over its trade practices. EPA/Thibault Camus / POOL MAXPPP OUT (Photo: Thibault CamusEPA)

C’era un convitato di pietra al video summit tra il presidente cinese Xi Jinping, l’omologo francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel: Joe Biden. Nel pomeriggio i tre leader hanno avuto un colloquio in streaming durato più di un’ora. Stando ai dispacci ufficiali rilasciati dalle fonti europee, nel corso del confronto sono stati affrontati diversi temi, come i rapporti tra Pechino e l’Ue, il cambiamento climatico, il taglio delle emissioni di CO2, la collaborazione nella lotta al Covid e all’approvvigionamento dei vaccini. Stando invece alle indiscrezioni trapelate dai media di Pechino, a dominare l’agenda del confronto sono state le questioni commerciali e gli equilibri in Africa, dove la presenza cinese è da sempre molto ingombrante. Al di là dell’enfasi più o meno data ai tanti temi discussi, di certo non si fatica a individuarne il sottotesto, il messaggio diretto alla Casa Bianca. Da quando si è insediato, infatti, Biden non ha mai nascosto l’obiettivo politico di allontanare il Vecchio Continente dall’afflato del Dragone, con l’intento di ricostruire quellaalleanza occidentale uscita piuttosto malconcia dai quattro anni di amministrazione Trump, conditi di dispute commerciali e sanzioni economiche.

Una moral (e non solo) suasion condotta a tambur battente per riavvicinare le due sponde dell’Atlantico e tenere a debita distanza le mire cinesi su asset, infrastrutture e imprese europee. Pechino tuttavia non intende restare a guardare: l’Ue dovrebbe svolgere “un ruolo più attivo negli affari internazionali” con una “autonomia strategica” e contribuendo al mantenimento di pace, stabilità, sviluppo e prosperità nel mondo”. Ciò che la Cina spera maggiormente, ha detto il presidente Xi nel video summit, ”è di svilupparsi bene, non di sostituirsi ad altri&r...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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