Mertens in conferenza: "Osimhen ha cambiato il modo di giocare del Napoli"

Jasmin Belabess
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Dries Mertens canta le lodi del nuovo e promettente compagno Osimhen e guarda al futuro con ottimismo.

Nonostante la sconfitta a tavolino questo Napoli sembra star bene e sembra giocare un bel calcio, diverte i tifosi con goleade e giocate. È ben lontano da quella squadra delle rivolte interne e dei dissapori che hanno condizionato il campionato ed il rendimento nell’era Ancelotti. Il merito va sicuramente al nuovo mister, Gattuso, capace di imporsi a dovere e riportare i ragazzi "sulla retta via". Ma il merito più grande va anche alla sintonia che si crea tra i giocatori, che gli consente di essere più squadra e dunque di giocare meglio.

Sintonia che sicuramente si è creata tra Dries Mertens ed il nuovo arrivato Victor Osimhen. Il ragazzo proveniente dalla Nigeria ha incantato fin da subito mostrandoci le sue sfrecciate contro il Parma. Velocità e voglia che non sono passate inosservate e che hanno messo in mostra l’utilità di Victor.

Parma Calcio v SSC Napoli - Serie A | DeFodi Images/Getty Images
Parma Calcio v SSC Napoli - Serie A | DeFodi Images/Getty Images

"Osimhen ha cambiato il modo di giocare del Napoli, con lui abbiamo più profondità e io riesco a toccare più palloni", ha affermato proprio il belga suo compagno di reparto fiero di lui e di ciò che stanno facendo assieme. Ed il feeling tra i due non può che portare ottimismo in casa Napoli tanto da portare Mertens e compagni a credere di poter arrivare fino in fondo in Europa League:

"Europa League? Guardiamo l’esempio dell’Inter. Vogliamo provarci perché abbiamo un grande gruppo. Noi oggi più competitivi? Sì e no. Non dimentichiamo che abbiamo perso calciatori importanti anche se ne sono arrivati altri. Più passa il tempo e più diventiamo forti. Stiamo lavorando bene in allenamento e stiamo crescendo".

"La mia spalla sta bene, con Osimhen è cambiato tanto il modo di giocare. Con lui abbiamo più profondità e l’abbiamo visto contro l’Atalanta. Mi tiene la difesa lontana, poi giocando più dietro tocco più palle. Arriviamo in area avversaria con più elementi. Quando giocavamo come prima punta non attaccavo sempre lo spazio, ma venivo a giocare ogni palla. Ora i miei colleghi portano via la difesa”. Un cocktail perfetto insomma manca solo il tanto bramato scudetto. E mentre i due si impegnano per portarlo nella capitale partenopea, noi ci godiamo le loro giocate e le loro divertenti esultanze".

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