Vertice a Palazzo Chigi sul Mes: decisioni post voto in Parlamento

Vertice Mes Palazzo Chigi

Si è concluso dopo quasi quattro ore il vertice a Palazzo Chigi relativo al comportamento da tenere relativamente alla riforma del Mes. Essendo le posizioni all’interno della maggioranza ancora distanti, si è pensato di rinviare alla primavera 2020 la ratifica definitiva. Questo perché si vorrebbe ragionare secondo una logica di pacchetto, trattando il Mes insieme alle riforme dell’unione bancaria e del bilancio comune europeo. La nota emessa da Palazzo Chigi assicura comunque che ogni decisione diventerà definitiva solo dopo il pronunciamento del Parlamento, a partire dalle risoluzioni dell’11 dicembre 2019. In tale data il Premier darà le sue comunicazioni in previsione del Consiglio Europeo a tema Mes previsto per il giorno seguente.

Vertice a Palazzo Chigi sul Mes

Presenti all’incontro, oltre al Premier Giuseppe Conte, il ministro per l’Economia Gualtieri, il ministero degli Esteri Di Maio, il ministro della Cultura Franceschini, il ministro per la Salute Speranza e il titolare dello Sviluppo Economico Patuanelli. Non c’è traccia dei rappresentanti di Italia Viva, che hanno fatto sapere di essere stanchi delle polemiche interne al governo. Nel definire la riunione un confronto tra dem e grillini, hanno affermato la loro volontà di approvare il testo.

L’incontro aveva l’obiettivo di sciogliere i nodi nati negli scorsi giorni relativamente alla riforma del Mes. Il tutto all’indomani dell’informativa del Premier in Aula e a pochi giorni dall’Eurogruppo in cui Gualtieri dovrà rendere nota la posizione dell’Italia. Senza contare il voto delle risoluzioni in Parlamento prima della partecipazione al Vertice Europeo.

Le posizioni tra M5S e Pd sembrano non essere vicine ad un avvicinamento. Di Maio ha infatti affermato la necessità di profondi modifiche al Mes, come per altro scritto sul contratto con la Lega votato ad ampia maggioranza dagli iscritti al Movimento. Dall’altra parte Martina ha invitato l’alleato ad evitare di facilitare Salvini e a non minare la credibilità del governo che non può rischiare una crisi in questo momento.

Intanto le opposizioni attaccano l’esecutivo. Carroccio e Fratelli d’Italia hanno accusato Conte di aver minato la sovranità nazionale per aiutare le banche tedesche e l’hanno invitato alle dimissioni.