##Mes, Amendola: governo ha parlato, conclusioni dopo Eurogruppo

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Bruxelles, 3 dic. (askanews) - Sulla controversa riforma del Mes, il Trattato del Fondo salva-Stati dell'Eurozona, "il governo ha parlato con la voce del presidente del Consiglio, unitariamente già domenica: ha dato mandato al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri di partecipare alla discussione all'Eurogruppo", domani a Bruxelles, in modo da "continuare a verificare il negoziato, le questioni aperte". E "appena l'Eurogruppo terminerà, ne verificheremo le conclusioni e procederemo. Ovviamente con l'accordo che il Parlamento sarà audito, come è sempre stato edotto in ogni passaggio". Lo ha affermato il ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, durante un breve incontro con i giornalisti nei locali del Parlamento europeo oggi a Bruxelles.

"Il presidente del Consiglio - ha continuato Amendola - ieri ha spiegato per un'ora e mezzo quali sono stati tutti i passaggi in Parlamento. E il Parlamento l'11 dicembre, in vista del Consiglio europeo e dell'Eurosummit" del 12 e 13 dicembre, "valuterà gli esiti dell'Eurogruppo e come procedere. Quindi - ha sottolineato - non c'è stata alcuna trattativa nottetempo, come il presidente del Consiglio ha spiegato, in un periodo di grande fibrillazione delle opposizioni, legittima, ma basata su informazioni false. E quello sarà il nostro profilo di qui a tutto il resto del negoziato".

A un giornalista che chiedeva di spiegare che cosa chiede l'Italia nel negoziato, osservando che non è chiaro, il ministro degli Affari europei ha risposto: "Invece è chiaro, ed era anche nella relazione del primo ministro. In tutta la seconda parte c'erano gli elenchi di quello che vogliamo: vogliamo alcuni elementi sulla sub-aggregazione delle 'limbs'; vogliamo la 'road map' dell'Edis' che eviti alcuni temi come quello della ponderazione". Ovvero un calendario per l'approvazione e il varo del sistema di garanzia europea dei depositi bancari (Edis) che non abbia come condizione (come vorrebbero i tedeschi) l'obbligo per le banche di ridurre i titoli di Stato più a rischio detenuti nei loro portafogli. (Segue)